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1)Quali sono le tue principali influenze musicali?

Sono un figlio musicale degli anni ottanta, ho ascoltato molto i gruppi iconici, Cure, Sister of Mercy, Nin Inch Nails, Bauhaus. Più tardi ho ampliato gli orizzonti, Jazz, musica afrocubana ed ho affinato la mia passione per i suoni elettronici.

2)Come è nata in te la passione per la musica?

È una passione che porto da lungo tempo, la scintilla è stata un conoscente percussionista: vedendolo, ho desiderato suonare attivamente anch’io.

3)Hai suonato in altre band prima di Settore Giada?

Sì, sono musicista di professione da più di vent’anni. Ho suonato per gruppi Trip Hop, Rap, Pop, Chanson, musica balcanica e per produzioni di teatro e danza.

4)Come nascono le tue canzoni?


Sono nate tutte nel mio locale prove, dal desiderio di cristallizzare uno stato d’animo in una canzone nel modo più stringente possibile.

5)Come descriveresti il tuo progetto musicale a coloro che non lo conoscono?

Settore Giada è una one man band che performa dal vivo musica minimal upstream pop con proiezioni video.

6)Parliamo di Notturno…Come è nato? Puoi dirci qualcosa sulle sue sonorità?


Notturno, il secondo disco, è nato come il primo in sala prove. Ho lavorato molto sui paesaggi sonori, cercando di combinare i suoni elettronici, come campionatori, drum machines analogiche e sintetizzatori, con quelli di origine organica, la voce, il basso, chitarra, ma anche Hang, calimba e altre percussioni. Dopo una prima stesura dei testi, dove ho cercato di definire il senso della canzone, ho rifinito con cura la scelta delle parole, la loro sonorità e ritmica.


7)Quale è la canzone di Notturno di cui vai proprio fiero?

Nero.

8)Stai lavorando a del nuovo materiale?


Sì, sto componendo nuove canzoni e lavorando a materiale più sperimentale.

9)Come è per te il concerto perfetto?


Ogni concerto è un’esperienza autonoma, in questo senso ogni concerto è in sé perfetto.

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