Tra le tante bellezze del nostro mondo una delle più romantiche, poetiche ed affascinanti è sicuramente il mare. A volte calmo e piatto come una tavola, a volte burrascoso e tempestoso come una furia della natura, il mare è simbolo di immensità e di infinito.

Ed è proprio il mare il protagonista della canzone “In riva al mare” realizzata da Edoardo Tincani e pubblicata nel 2024. La chiave di lettura del mare che ci viene fornita da Tincani è sicuramente originale e interessante. In genere nell’immaginario collettivo al mare viene associato il divertimento, mentre in questo brano al mare viene data un’accezione più strettamente spirituale.

Solitamente è la montagna, con le sue vette contemplative, i valloni sottostanti e la fatica nella salita, ad ispirare e a stimolare la spiritualità. Edoardo, che invece sente l’acqua come un elemento naturale e capace di ispirare, associa la spiritualità proprio al mare.

Il musicista ha infatti rivelato che il mare è il suo compagno preferito soprattutto durante le passeggiate solitarie sulla spiaggia in estate in occasione delle vacanze, ma in generale in qualsiasi stagione dell’anno.

E proprio in una delle tante camminate solitarie sulla spiaggia è nato il testo di “In riva al mare”, una delle canzoni più poetiche che abbia mai realizzato Tincani. Come ha raccontato l’artista quella riflessione si è trasformata in una preghiera e il mare, così variabile nella sua natura, a seconda dei casi può essere paragonato alla grandezza di Dio oppure alla precarietà umana. Altre volte ancora rievoca la serenità nostalgica di un tramonto o le paure di affrontare l’ignoto, come quando scende l’oscurità e il mare diventa una massa oscura ed ululante dove si intravedono solo le onde schiumose e agitate.

Al brano ha partecipato Primo Iotti, che ha contornato le dolci parole di Tincani con una musica contemplativa e avvolgente che ha trasformato “In riva al mare” in una dedica d’amore. La canzone è stata intonata dal vivo una sola volta, precisamente nel concerto “Due voci un canto” con Daniele Semprini nel 2020.

Il brano si può ascoltare su tutte le piattaforme di distribuzione digitale.

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Il testo è una vera preghiera, un inno d’amore dedicato a Dio, la cui grandezza si può ammirare in tantissime cose presenti sulla terra, come appunto il mare. “Non so come pregare, che cosa posso chiedere stasera? Cammino in riva al mare e forse il mio procedere è preghiera”. Così inizia il brano, che proietta l’ascoltatore in una tranquilla passeggiata in riva al mare e che crea subito un’ambientazione rilassante e contemplativa.

Da queste strofe capiamo che ci sono tanti modi per pregare e anche una semplice passeggiata in riva al mare è una preghiera, proprio poiché Dio è ovunque e può manifestare la sua presenza in tanti modi.

Altrettanto significativo è il ritornello, che recita così: “Nella bassa e nell’alta marea ho bisogno di Te, ho bisogno di Te. Tutto nel tuo amore si ricrea, ogni cosa ha un perché, ho bisogno di Te”. Nella vita ci sono alti e bassi, così come c’è l’alta e la bassa marea, ma ciò che non cambierà mai è l’amore di Dio nel quale rifugiarsi in ogni occasione, sia quando splende il sole sia quando si scatena una furiosa tempesta.

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