NEVROSHOCKINGIOCHI “scena2” (Onlyfuckingnoise/ Il Verso del cinghiale/ Charity

Press/Canalese Noise/ Eclectic Polpo/Hysm?/Neon Paralleli/Fabrizio Testa Produzioni/

Narvalo Suoni/V4V-Word)

Capita raramente di imbattersi in dischi così originali e innovativi,perfino inclassificabili per la loro peculiarità.

I Nevroschockingiochi sono una band che proviene da macerata e crea con la loro musica davvero un qualcosa di nuovo (loro la definiscono “art-core”):partendo dalla scena noise ed industrial come influenza di base,questi ragazzi riescono ad edificare un sound inquietante che parla e respira di vita reale,quella che tutti noi viviamo,consciamente o inconsciamente.

“Piccoli omicidi fatti in casa”è la traccia che apre il disco,ed è una violenta bordata sonora che prende a prestito alcuni elementi “industrial”per creare una canzone sul filo del rasoio,in cui l’inquietudine regna sovrana;e così le liriche,che riflettono ciò che suggerisce il sound,scurissimo e volutamente disturbante (“Dalla fase REM alla fase RIP”è la frase emblematica che suggella il tutto).

“Senza lingua” continua il percorso con le sue andature sghembe e tortuose: elementi ritmici post hardcore vengono frantumati e ricomposti in maniera nuova,con elementi noise ad adornare il tutto;”Tempi morti”,invece,è una traccia più visionaria e onirica,anche se vista da un’ottica sempre oscura e volutamente distorta…La tensione è davvero palpabile,anche nelle liriche (“carpe diem per metacarpi non in asse/non allineati/participi passivi presenti/parti del discorso a sé stanti”),con un po’ di amara ironia che amplifica i giochi di parole fino alla disillusione (“tutti condannati a restare sempre giovani”);le influenze industrial si fanno più presenti,anche se rivisitate in maniera inedita e assolutamente originale.

Anche la serratissima“L’arte del poker” continua su un sentiero cupo e spietato,decisamente noise-rock ( o se preferite,”Post noise”) ed il gioco di carte è visto come una metafora della condizione umana,piena di interrogativi devastanti affidati ad alcuni samples “recitati”;l’amore per le atmosfere inquietanti e morbose,non si quieta nemmeno su “Ritmo spastico”,un brano anch’esso nervosissimo e dai complicati incastri ritmici,con dissonanze a creare un tappeto sonoro devastante,mentre il testo è fatto di brevi frasi enigmatiche (“alle ore 23,1-2-3 esco io,tocca a te”).

Così come ricompare un certo gusto per i giochi di parole sul titolo “Col-lasso di tempo”,una traccia dall’introduzione decisamente sperimentale,in cui il rumore bianco diventa l’ossatura del brano e si sposa perfettamente alla ritmica ;il cantato è un bad trip ipnotico di immagini inquietanti (“qui,presente/l’immaginario amico,ti distrai/il futuro appartiene al passato,intanto ti distrai”).

“Cinecronica” è una traccia ancora più avanguardistica,con minimali note sullo sfondo mescolate ad andature industriali appena accennate;il clima-fedele al titolo-suggerisce immagini visionarie e “cinematografiche” ,accoppiandosi molto bene al cut-up del testo (“c’è un trillo che mi ricorda qualcosa,un divano rosso pomepiano/foto in bianco,rosa e nero/dai forti contrasti ormonali/come vivi il gap tra il campionato regionale e il satellitare?”) che non a caso cita nel finale anche Monicelli…Non sono esenti nemmeno metafore sessuali,appena accennate,che ritornano in vari punti del pezzo,ma trattate in maniera oscura e volutamente misteriosa (e probabilmente con un filo di ironia).

Con il breve intermezzo sonico di “reset” torniamo in un contorto clima sonoro:è un brano completamente strumentale e devastante,nello stile ormai tipico del gruppo.

Il gran finale arriva subito dopo,ed è ancora più corrosivo:”La regola delle tre S o dello sbiancamento dell’anima” è difatti lacerante,una colata di lava dalle influenze leggermente teatrali nel cantato,visionario e provocatorio come non mai (“la conquista del paradiso è fiscale/tutti in coda/questo è il sangue versato per voi uomini duri che non avete chiesto mai”).

Dunque,riassumendo,una band unica,che non somiglia a niente e a nessuno,totalmente personale e che sforna un sound apocalittico….la difficile catalogazione è il punto di forza del gruppo;pur contando su un background decisamente noise,la band lo reinterpreta a modo suo ed in maniera completamente inedita.,,La produzione di Fabio Magistrali fa il resto,amplificando le rivoluzionarie idee dei Nevroshockingiochi (partecipa anche come “rumorista” nel disco stesso!)

Un debutto assolutamente sconvolgente e catartico,che lascerà un segno di sicuro. In una parola:seminali!

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