MASSIMO COPPOLA “sinceri oroscopi” (Silent Groove productions)

Massimo Coppola è un cantautore che vanta una strepitosa carriera come musicista e collaboratore di varie realtà;questo “sinceri oroscopi” è il suo secondo album solista,un disco variegato che coniuga diverse anime.

L’inizio fa subito capire che siamo davanti ad un album estremamente elegante e raffinato:”Everything” è eseguita dal solo Massimo-che si alterna oltre che alla voce,a vari strumenti (chitarra,tastiere ecc.)-e da Andrea Ferrario,che suona il sax;è una canzone struggente,melodica ed avvolgente,perfetta….La voce emoziona,e si sposa benissimo al testo introspettivo e alla bellissima musica,pop di alta classe dai risvolti alternativi (a cui il sax dona un lieve tocco jazzato).

“Tondo” è un brano caldamente introspettivo,in cui la raffinatezza-una caratteristica tipica dell’artista-non viene mai meno:un sound curatissimo,al passo coi tempi,ricco di infinite sfumature (talvolta vicine anche a certo progressive rock) e dal testo solo apparentemente semplice (“ti dicon che sei rotondo,sembri un mappamondo/ma ci hai mai fatto caso/tutto gira intorno al sole/due parole e una donna che ti fa sognare”),ma che in realtà svela un’intelligenza ed una capacità di analisi uniche.

Anche “Higher walls” è un brano ultra-moderno ed accattivante,adornato da un avvolgente pianoforte elettrico (Coppola fa tutto da sé anche in questo brano):rock elaborato e di classe,non c’è che dire;su “Cancellati” tornano le trame introspettive care ad altri momenti del disco,anche se viste da un lato più “notturno” (“dove sarai tu…sognando novecento/O scrutando lì nel vento/e ancora se ci sarai tu/Saprò resistere,saprò non perdere”),con una bella chitarra dal tocco jazzato in evidenza (anche il sottofondo sa di jazz e-come sempre-di alta qualità).

“Pale shelter” è una versione notevole di un brano dei Tears For Fears,addirittura più bella e più”vera” dell’originale (il non-uso dell’elettronica rende giustizia alla melodia originale,che era in realtà un po’ “nascosta” dall’arrangiamento “ottantiano” e qui invece viene svelata in tutta la sua bellezza):ospite l’altrettanto bella voce femminile di Silvia Falivene.

“Petali di fate” è un brano quasi onirico,e vede-udite,udite-la presenza della chitarra del grande Vincenzo Pastano,di cui abbiamo parlato tempo fa;le liriche sono delicate e dolci come la musica (“senti che piango,giuro mai stanco/ecco il mio mondo,prendimi addesso/che da adesso e per sempre rimetto le scarpe/riprovo a sognare/non senza te”):probabilmente è una sorta di ritratto inedito della vita di un musicista (e del suo relazionarsi con l’esterno),oppure uno spaccato su una storia sentimentale personale,le chiavi di lettura a mio avviso sono molteplici e tutte intriganti (ed il tocco jazzato non viene abbandonato mai del tutto;riecco apparire anche il deciso e scintillante sax di Ferrario).

“Forget enjoy project ahead” è puro soul livemente funkeggiante,ovviamente interpretato con lo stile di Massimo (e Silvia,ai cori);”Settembre” è una ballata vellutata,che mescola ancora una volta canzone d’autore e jazz in un connubio affascinante e godibile:è l’amore visto da un’ottica personale.

“Shy” continua su questi sentieri rarefatti e contiene anche una parte quasi “hip hop” in italiano (ma il possibile punto di riferimento è sempre certo pop-jazz di classe e mi vengono in mente alcuni momenti dello Stevie Wonder più geniale);”Adesso (il resto al cesso)” è un invito accattivante a non dormire e a vivere la propria vita senza compromessi e con dignità,a testa alta,senza farsi influenzare da niente e da nessuno.

“Number four” è un brano che distende e rilassa,un’altra ballata sofisticata influenzata dalla black music che ha i numeri per poter “vendere”,anche all’estero;”Direfare” è più rock,e adornata da interessanti interrogativi legati all’interiorità (“anch’io vorrei che tutt’a un tratto,senza esserne distratto/il mondo si accorgesse di me”).

“Neverending” non ha paura di sperimentare,ed ecco che arrivano delle sottili influenze ambient che ben si sposano ad una ballata dai toni crepuscolari,quasi un “new age blues” dalle coordinate rilassanti:e torna Vince ad arricchire il pezzo con la sua ariosa chitarra!

“(Looking for)More” chiude con delicatezza e con pacatezza acustica-ed una certa poesia di contorno-questo incredibile disco.

Sì,perchè raramente capita di ascoltare dischi così belli,cantati e suonati in maniera impeccabile (Massimo non solo è un ottimo cantante e compositore,ma anche un eccellente polistrumentista):le idee ci sono,e sono tutte estremamente curate;il fatto poi che il disco sia cantato in due lingue,fa sì che possa venir apprezzato-come dicevo poco fa-anche all’estero…..

Davvero un grande cantautore:la classe non è acqua,ed i gioielli contenuti qua ne sono la riprova.

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