Premessa
Negli ultimi mesi Marika Ragazza Pepe ha attirato tantissime di visualizzazioni e migliaia di commenti. A colpire è stata la superficie: l’allusione sessuale, lo sketch grottesco, la canzone volgare. Ma Marika non è mai stata solo questo.
Il progetto è stato concepito come opera stratificata: un linguaggio ibrido che utilizza il basso per arrivare all’alto, che alterna il trash più spinto alla ricerca musicale e filosofica. Questo articolo mette in chiaro metodo e intenzioni, così che chi cerca “lo scoop” non troverà misteri, ma un percorso documentato.
Gli strati del progetto
1. L’influencer ignorante e grottesca
Il livello più basso e immediato: video brevissimi, linguaggio sciocco e provocatorio, ideali per innescare l’algoritmo e catturare pubblico “di pancia”.
Funzione: generare trazione iniziale.
Destino: progressiva dismissione, una volta consolidata la base.
2. Le canzoni sporche “pure”
Provocazioni crude, linguaggio esplicito senza filtro.
Funzione: shock comico, rottura di tabù.
Destino: riduzione, mantenute solo come “episodi piccanti” occasionali.
3. Le canzoni sporche ma goliardiche e ricercate
Il cuore del progetto. Testi provocatori ma scritti con ironia e stratificazione culturale, arrangiamenti curati, citazioni implicite.
Funzione: ponte tra trash e concetto, collante dell’opera.
Destino: asse stabile dell’identità artistica.
4. Le canzoni serie, filosofiche, d’amore, di ricerca musicale
Il vertice. Il vero obiettivo: musica che parla di emozioni, riflessioni, armonia, con ambizione di viralità anche senza la spinta dell’esplicito.
Funzione: consacrazione artistica.
Destino: diventare la componente prevalente.
Non una contraddizione, ma un percorso
Molti si chiedono: “Marika è trash o è concetto?”. La risposta è: entrambi.
La forza del progetto è proprio nella tensione tra registri. Il trash non è fine a sé stesso: è carburante. L’obiettivo è portare lo spettatore, gradualmente, a scoprire un contenuto più alto.
Confronto con altri fenomeni: Cantoscena e Hackiko Music
Per capire meglio cosa distingue Marika Ragazza Pepe, è utile guardare ad altri progetti che hanno avuto eco simile.
Cantoscena
Cantoscena ha costruito il suo successo sull’idea di archivio fittizio: artiste inesistenti degli anni ’60 e ’80, riscritte con l’AI e presentate come “censurate” o “perdute”. Il fascino sta tutto nell’ambiguità storica: sono figure ormai “morte e mitizzate”, su cui il pubblico non può proiettare desiderio reale ma solo curiosità e nostalgia.
È un’operazione brillante di falsificazione storica e surrealtà, ma è anche statica: la formula è sempre la stessa, retro e misteriosa.
Hackiko Music
Diverso è il caso di HACHIKO MUSIC, artista contemporanea che ha scelto di muoversi apertamente nel linguaggio trash e goliardico. Basta leggere la sua bio Spotify – “Raver, Rapper e Troia” – o scorrere i titoli dei brani come Cocaina nella Pussy, Pompe col Culo, Cazzo Moscìo (Club Mix), fino all’album Memorie di una Troia (2025). L’immaginario è volutamente sfrontato, tra pornografia linguistica e club culture, con una cifra che non lascia spazio a fraintendimenti: il messaggio è diretto, crudo, senza livelli nascosti.
Riflessione
Se Cantoscena lavora sul mito retro e sull’ambiguità storica, HACHIKO rappresenta l’altro estremo: il trash come fine e non come mezzo. Una poetica dell’eccesso dichiarato, che si consuma nell’impatto immediato.
Marika Ragazza Pepe, invece, prende in prestito la stessa materia grezza (volgarità, provocazione), ma la usa come linguaggio transitorio: non per fermarsi lì, bensì per stratificare, per inserire doppi sensi, citazioni, costruzione musicale e infine portare il pubblico verso brani seri e filosofici.
In questo senso, Marika non è una risposta né a Cantoscena né a Hachiko, ma un percorso parallelo che tiene insieme i due poli: il mito retro e il trash puro, trasformandoli in trampolino per qualcosa di più ambizioso.
Marika Ragazza Pepe
Diversamente da entrambi, Marika è presenza contemporanea: non si nasconde dietro il mito retro né dietro l’oggetto ritrovato. È un personaggio vivo, volutamente ambiguo, che spinge sull’attrazione e la repulsione in tempo reale.
Dove Cantoscena ricrea un passato e Hackiko ricostruisce un immaginario, Marika stratifica il presente, usando la stessa materia viva del pop contemporaneo.
Roadmap evolutiva
Fase 1 – oggi
– 60% contenuti comico-volgari e fast reaction
– 30% canzoni goliardiche/ricercate
– 10% canzoni serie
Fase 2 – domani
– 20% fast reaction (in calo)
– 40% goliardiche/ricercate
– 40% serie
Fase 3 – dopodomani
– 0% influencer grottesca
– 20% canzoni sporche/ricercate
– 80% canzoni serie/filosofiche
Ascolta le canzoni “alternative” di Marika
Metodo creativo e produzione
– Scrittura: testi originali, con eventuali parodie sempre rielaborate integralmente.
– Produzione: equilibrio tra creatività umana e strumenti assistivi (AI come filtro, mai come autore).
– Persona: Marika è maschera performativa, dispositivo narrativo.
Perché è un esperimento unico
– I volgarotti puntano solo al pubblico facile.
– I raffinati restano di nicchia e snobbano il pop.
– I mediocri cercano il compromesso, restando anonimi.
Marika invece stratifica: un unico personaggio, più registri, una direzione in movimento.
Manifesto in 10 punti (sintesi)
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Il personaggio è mezzo, non fine.
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Il trash è carburante, non destinazione.
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La musica è centrale.
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L’ambiguità è linguaggio, non inganno.
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Ironia sì, flame no.
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Documentazione trasparente per evitare scoop.
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La community si seleziona, non si implora.
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Ogni pezzo basso deve avere un appiglio alto.
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I numeri servono all’opera.
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L’obiettivo finale: un brano serio virale.
SCRIVERE TESTI DEMENZIALI E’ DA IDIOTI ? ( Guarda il video )
Il ruolo dell’intelligenza artificiale
Nel progetto Marika Ragazza Pepe l’intelligenza artificiale gioca un ruolo importante, ma non nel senso riduttivo di “sostituzione” dell’artista. Al contrario, l’IA è uno strumento di rivisitazione e di interpretazione.
Molti dei brani alla base del progetto – nei testi, nelle melodie e negli arrangiamenti – sono stati concepite decenni fa, ben prima che l’IA diventasse parte del nostro linguaggio creativo. L’AI, in questo contesto, non inventa dal nulla: rilegge e rielabora ciò che esisteva già, aprendo nuove prospettive e possibilità estetiche.
Gli avatar digitali, i filtri vocali, le manipolazioni sonore diventano così prolungamenti della creatività umana: non cancellano l’idea originale, ma le permettono di trasformarsi, di dialogare con il presente e di raggiungere pubblici diversi.
In questo senso, l’IA è il corrispettivo contemporaneo della strumentazione elettronica negli anni ’80 o della registrazione multitraccia negli anni ’60: una tecnologia che amplia il linguaggio, ma che ha sempre bisogno di una visione, di una direzione e di un’intenzione artistica.
La rimozione immotivata del catalogo da parte di LANDR
Un episodio che ha segnato il percorso del progetto è stata la rimozione dell’intero catalogo da parte di LANDR, la piattaforma di distribuzione digitale utilizzata inizialmente. La motivazione addotta è stata quella di “streaming artificiale”, ovvero la presunta presenza di ascolti non genuini. In realtà, non è mai stato fornito alcun riscontro concreto o prova di manipolazione.
APPROFONDISCI LA QUESTIONE – Il video della produzione
Questa scelta unilaterale ha comportato un danno evidente: mesi di lavoro creativo e di promozione sono stati cancellati con un clic, senza possibilità di contraddittorio. L’episodio rivela quanto sia fragile il rapporto tra artisti e distributori: piattaforme che dovrebbero sostenere la musica indipendente finiscono per applicare criteri opachi, spesso punitivi per i progetti più sperimentali e fuori standard.
In questo senso, Marika Ragazza Pepe è anche una riflessione sull’asimmetria di potere tra creativi e piattaforme: un catalogo può essere rimosso non per reali infrazioni, ma perché l’algoritmo o la policy decidono così. Documentare questi episodi significa riaffermare il valore del lavoro artistico e ricordare che la musica non è mai riducibile a un semplice dato di streaming.
Marika Ragazza Pepe è un progetto pensato per evolvere, non per restare fermo. Non copia chi lavora sul mito retro o sul recupero filologico, ma costruisce un linguaggio ibrido e presente.
Un’opera che parte dal basso, sì, ma per arrivare a un livello più alto. E questa strada è già tracciata.
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Ripropongo un estratto da un altro mio articolo
Battaglie ideologiche che si propone questo progetto:
– Dimostrare che l’algoritmo premia il peggio, ma allo stesso tempo sfruttarlo per promuovere “altro”.
– Combattere il perbenismo italico
– Combattere l’idea che se l’uomo è irriverente, tutto ok…se invece lo fa una donna, allora è una poco di buono.
– Combattere il politically correct a favore della libertà di espressione
– Sfatare il mito che un progetto creato totalmente con l’intelligenza artificiale non possa essere “umano”. Infatti gran parte delle canzoni provengono da testi, musiche e arrangiamenti pre-esistenti, che poi vengono “filtrati” integramente dall’IA.
– Dimostrare che un personaggio immaginario può vivere e suscitare emozioni, avere un seguito, eventualmente anche fuori dal web attraverso eventi specifici
– Attraverso gli errori di grammatica voluti in molti video parlati , oltre a stimolare l’algoritmo ed evidenziare come la maggior parte degli internauti sente il bisogno di correggere per sentirsi superiore, si vogliono prendere in giro quelle vuote influencer che DAVVERO fanno manifesto dell’ignoranza, arricchendosi
– Marika vuole farsi portatrice della CRINGE MUSIC AL FEMMINILE , ovvero di tutta quella musica che in Italia non ha un esponente femminile, se non una Cicciolina degli anni Ottanta, il cui periodo è ormai morto e sepolto.
– Se vogliamo chiamarla “Adult music” non vi sono esponenti al femminile italiane degne di nota, solo uomini: Immanuel Casto, Ruggero De I Timidi, Prophilax, gli Squallor, ecc
Perché una donna non può farsi portatrice di questo genere musicale? Non c’è nessuno che in Italia riempie questo buco.
L’unica presenza online “trasgressiva” sono quelle di Onlyfans con i vari Calippotour, Chinottotour, Diamantetour, ma nessun progetto musicale degno di nota. Inoltre anche lì il politicamente corretto impera.
Nessuno chiama P**** il P****. No: chinotto, gogogo, calippo.
E sono costretto a censurare per non avere limiti di visibilità.
Diamo alle parole la loro libertà di esistere, senza RIDICOLE censure algoritmiche.
Questa è anche una delle tante lotte di Marika.
Insomma, dietro il demenziale estremo, il becero e il pecoreccio, c’è una visione d’insieme molto ampia su cui si lavora costantemente da anni.
Dove l’obiettivo più grande è attirare le masse per poi spiazzarle e farle affezionare a contenuti più elevati.
Altra particolarità: il volto di Marika , per quanto IA, è derivato dalla persona reale che l’ha concepita e chi la segue su Instagram può osservarne la sua quotidianità.
Nonostante i mille disclaimer ovunque che indicano Marika Ragazza Pepe come personaggio di fantasia, il 99% degli utente crede sia reale, la osanna, invia donazioni.
E nonostante gli avatar siano fatti volutamente “male”, cioè senza voler minimamente “ingannare” il senso di realtà, ma tacciandosi di finzione estrema, molti continuano a ritenerla reale.
Vuoi vedere che alla fine esiste veramente?
Vuoi vedere che prima o poi una Marika Ragazza Pepe in carne ed ossa faccia dei concerti dal vivo?
Che la “copertura” della cantante IA era solo per mascherare la sua identità visti i temi pruriginosi?
