Salve lettori di Audiofollia, oggi vi parleremo di un album uscito lo scorso 16 novembre.
Trattasi di un cantautore trentino, Michele Cristoforetti.
L’album in questione è Muoviti” dal quale sono stati estratti alcuni singoli come Sigaro Cubano”, “Il mio tempo”, “L’album delle pose“.

Qual è l’obiettivo dell’album? A detta dell’artista, trattasi di una sorta di “scoperta di me stesso”

Procediamo con il consueto e dettagliato track by track.

Antologia di viaggio: il brano inizia con un pad molto soffuso, si viaggia spediti tra note di pianoforte molto delicate e arpeggi di chitarra acustica. Una durata importante di oltre quattro minuti e mezzo.
Il timbro vocale è molto leggiadro, ma allo stesso tempo consistente, un misto tra Samuele Bersani, Concato, Grignani, Bennato, Luca Carboni. Sicuramente un connubio particolare.

L’album delle pose:  toni sicuramente più rock, anzi pop-rock in questo brano che danno una bella “mossa” al disco.
Il tutto assolutamente radiofonico ed orecchiabile.

Muoviti: ed ecco la traccia che dà il titolo all’album, una sorta di esortazione, un mantra, un incoraggiamento e noi ci lasciamo cullare da questo brano che oseremmo definire “motivazionale”.
Se Roberto Re fosse un cantautore, sicuramente scriverebbe qualcosa di simile.


Sigaro Cubano (feat. Maurizio Solieri): grande il contribuito del chitarrista Maurizio Solieri (Vasco Rossi, Custodie Cautelari, Steve Rogers Band) con la sua prestante chitarra a sei corde.
Brano davvero solare, alterna atmosfere pop, rock, ska, cantautorali.
Ottimo l’assolo di chitarra elettrica a partire dalla seconda metà del brano.

Il mio tempo: qui il pianoforte e voce (con qualche altra sonorità di contorno), segue poi la chitarra ritmica acustica, dà subito sensazioni d’intimità e meditazione cantautorale. “Che bell’incontro, passo e chiudo col mondo”, pensieri in musica, riflessioni, frammenti di vita vissuta.

Gente metropolitana (Live in Studio): ecco una interessante cover di Pierangelo Bertoli , che risulta essere uno dei brani più rock di tutto l’album, assolutamente gradevole, con grande groove ed energia.

Alcune note tecniche:  la registrazione del brano ed il mix del brano, sono stati effettuati a cura di Jacopo Broseghini, ovvero la voce e il basso dei The Bastard Sons of Dioniso.

Capita che: dopo il rockeggiare energico della traccia precedente, un’altra traccia introspettiva, tra pianoforte e chitarre e una voce molto “narrativa”. Il dialogo intenso con un amico.

Bella paura: arrangiamento a tratti sinfonico, ci piace molto e ci coinvolge.
L’argomento è struggente: una donna che ci rifiuta, ma che allo stesso tempo “innamora”.

Ed ecco una chicca davvero “preziosa”, trattasi di una versione demo di “Sigaro Cubano”  e a seguire il live in studio di “La storia” (canzone di Francesco De Gregori).

La chiusura dell’album ci lascia davvero deliziati, non c’è che dire.

Dieci tracce ben realizzate, una vocalità che si fa ascoltare senza annoiare, arrangiamenti sviluppati con fantasia ed equilibrio. Un cantautorato che non stanca mai.

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