THUNDERPROJECT “vol.1”(Independence records/nice distr.,deluxe limited edition cd).
Thunderproject è il nome di una one man band dietro il quale si cela il polistrumentista Riccardo Scaramelli:come potrete immaginare dal nome del progetto,che evoca potenza,il genere proposto è un ottimo e personale heavy metal.
La storia di Riccardo merita di essere raccontata:inizia a studiare pianoforte da piccolo e riprende nell’adolescenza;solo che,non trovando i componenti giusti per la sua band,si dà talmente da fare per realizzare il suo sogno musicale che diventa egli stesso chitarrista-e Riccardo s’innamorerà così tanto dello strumento tanto da farlo diventare il suo “principale”-ed anche cantante….e così via,fino ai giorni nostri.
In questo “vol.1” è incluso anche un libro in cui Riccardo racconta una storia:e non è difficile immaginare ricordi personali all’interno di essa,seppur rivisti attraverso metafore;difatti,il sentimento di rivalsa e la voglia di farcela sono temi costanti sia del libro che ovviamente del disco….e tutto questo impegno costante viene confermato anche da un’altra storia della vita reale del nostro:il disco,infatti, esce per la sua etichetta ,la Independence,ed è stato registrato nel suo studio personale (edificato dopo tanti sacrifici).
Dunque,una storia di passione vera e di tentativi per raggiungere l’obiettivo primario che si risolve positivamente:tutto questo si ritrova nell’album stesso….andiamo ad analizzarlo insieme!
L’album si apre con “Revolution”,un vero e proprio heavy metal anthem sulla volontà di rivoluzionare sé stessi:energia ed estrema orecchiabilità vanno di pari passo e non deludono le aspettative!
La seconda traccia è “again”,un brano ancora più potente e roccioso,in cui le chitarre sono spumeggianti e corpose;ma tutto è al posto giusto,la voce-melodica e personale,le tastiere che fanno capolino qua e là creando un bel tappeto,la poderosa sezione ritmica (questo brano ed il successivo sono racchiusi nella sezione del disco chiamata “The intention”,che segue pari passo i capitoli del libro).
“Change to change” presenta una cadenza sabbathiana,in cui l’autore parla dei cambiamenti e di ciò che essi comportano;la melodia mi riporta alla mente alcuni mostri sacri dell’heavy rock,Scorpions e Motley Crue su tutti….ovviamente tutto rivisto su un’ottica “Thunderproject”, quindi personale ed aggressiva (ottimo il solo,che miscela tecnica ed emozione).
A questo punto ci troviamo di fronte al capitolo denominato “The transition”,ed ecco arrivare un brano più melodico,”The thunder”,dalle influenze hard tipicamente anni ’80:a mio avviso un potenziale singolo,la cui cantabilità si sposa perfettamente alla potenza delle chitarre.
“Back to paradise” è una bellissima rock ballad,anch’essa molto radiofonica (c’è davvero l’imbarazzo della scelta nello scegliere un brano migliore rispetto ad un altro,son tutti belli),un bel compendio di musica “passionale”:emozionante il solo,totalmente funzionale al pezzo e si sposa perfettamente alla melodia struggente della canzone.
Anche con “Destiny”non si rinuncia all’orecchiabilità,ma è un brano al tempo stesso più elaborato:sempre hard rock,arricchito da tesi e secchi stop and go che donano un’andatura insolita al pezzo ( e perfino qualche richiamo progressivo,tra le righe).
Ed eccoci arrivare nella sezione denominata “The solitude” con il brano “Bad in the city”:introdotto da enigmatiche tastiere,è un altro tassello dall’anima hard,ma più riflessivo;continua il lavoro di “elaborazione” fatto nel precedente brano,in maniera ancora più evidente…..le influenze prog metal qui si fanno decisamente più accentuate,ma non si perde mai di vista la forma canzone.
“The last day” è ancora più cadenzata e potente,con dei riff-macigno ai limiti dello stoner:robustissime le chitarre,accattivante la melodia…l’atmosfera tesa del brano si riflette appieno sulle liriche,introspettive ed incentrate sulla paura e sul dubbio.
“Firewind” chiude il capitolo “The perception”ed è un’ottima cavalcata in puro stile heavy metal:una traccia passionale e carica di speranza,dal ritornello contagioso.
Ed eccoci arrivare all’ultima parte del disco,ovvero la sezione denominata “The connection”:il protagonista è quasi arrivato alla “destinazione finale”del suo cammino ed ecco che appare “Lost in deja-vu”,una traccia che dopo un’introduzione misteriosa (e quasi etno-ambient) affidata ad una voce femminile e a degli inquietanti reverse,svela la sua anima heavy prog.
“The land of the light”continua un po’ su queste coordinate progressive metal:riflessioni,sogno e paure del subconscio si mescolano nel testo….La terra della luce vista come la terra promessa,della liberazione:inutile dire che le sensazioni evocate dalle liriche vengono tradotte magistralmente in musica;il finale è una sorpresa e svela una coda strumentale dal sapore psichedelico (e adornata da percussioni dal sapore etnico),prima che il ritornello torni fuori e chiuda definitivamente il pezzo.
“Into the light” chiude il concept:è una traccia completamente strumentale,che si discosta musicalmente dal resto del disco,almeno parzialmente….Avvolta da misteriose e minacciose percussioni,è una traccia dal sapore a tratti vagamente orientaleggiante,arricchita da aromi psichedelici….anche la chitarra si fa più “settantiana” e più introspettiva (anche se non si rinuncia del tutto agli heavy riff!).
L’edizione “deluxe” di quest’album si chiude con due brani aggiuntivi:”Wasted” è un brano dei Bluerose,band di cui lo stesso Riccardo fa parte (come cantante,chitarrista ritmico e tastierista),così come “Through the fire” è una traccia rimasta fuori dal disco della band “Fallen from heaven”.
Musicalmente i brani non si discostano molto dai classici pezzi targati Thunderproject,ma ne sono una costola essenziale:aggressivo e irresistibile il primo,più sbilanciato verso l’hard rock di matrice americana il secondo (ma con un’insolita e lunga coda ambient finale molto introspettiva,totalmente affidata alle tastiere)…..
Insomma,avrete già capito che si tratta di un disco imperdibile per gli amanti del genere:potenza e e melodia si mescolano alla perfezione in questo disco,con gusto impeccabile….La personalità di Riccardo fa il resto:è bravissimo in tutti gli strumenti,così come nel canto e nella composizione….
Per tutti i patiti dell’hard melodico e dell’heavy più elaborato e raffinato:ecco il disco per voi,non lasciatevelo sfuggire!





