Le molecole affettuose del lecca lecca di Francesco Consiglio è uno di quei romanzi che difficilmente si dimenticano. Pubblicato da Ad Est dell’Equatore, questo libro rappresenta una delle opere più radicali e coraggiose della narrativa italiana contemporanea. Duro, sincero, disturbante e a tratti struggente, il testo si muove tra memoria, psiche, adolescenza e disperata ricerca d’amore.

Il protagonista è Ciccio Pesce, ragazzo siciliano con presunta sindrome di Asperger, che racconta la propria esistenza alternando momenti di tenera autoanalisi a pagine grondanti rabbia e ironia. La sua voce è graffiante, spiazzante, autentica. Fin dalle prime pagine emerge una scrittura sincopata, fatta di ripetizioni ossessive e immagini violente, che si trasforma in musica proprio per il suo ritmo ansiogeno.

Consiglio ci regala un’autobiografia immaginaria (o forse no?) in cui la Sicilia fa da sfondo a un racconto fatto di corpi, paure, diagnosi, fantasie erotiche e malattie immaginarie. Il sesso, il lutto, la solitudine e la famiglia diventano le coordinate emotive di un romanzo che non cerca mai la complicità del lettore, ma lo sfida a restare.

Il linguaggio è un flusso potente: Le molecole affettuose del lecca lecca non si legge, si attraversa. I riferimenti culturali – da Nada a Winona Ryder, dai pupazzi del Subbuteo a Maradona – contribuiscono a rendere questo testo un documento generazionale, scritto con una lucidità brutale e uno humour nero degno di grandi outsider della letteratura.

Perché leggerlo?
Perché è un romanzo che racconta la fragilità mentale senza pietismi. Perché riesce a parlare d’amore, sesso e solitudine senza filtri. Perché sa essere letteratura vera, capace di emozionare, graffiare e lasciare un segno. E perché oggi più che mai abbiamo bisogno di voci oneste, dissonanti, libere.

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Le molecole affettuose del lecca lecca
Le molecole affettuose del lecca lecca

 

 

 

 

 

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