SONIA MARIOTTI “Muralès”

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Sonia Mariotti è una giovane cantautrice che vanta già alcune importanti tappe e collaborazioni nel suo cammino artistico;”Muralès”è il suo secondo album e presenta un titolo simbolico,perchè come spiega la stessa Sonia nella presentazione I Muri da sempre delineano sottili estremità esistenziali del mio essere e della mia persona. Sono tutto ciò che la mia Vita riesce a percorrere come perimetro limitato e oasi d’equilibrio nelle periferiche aree della mia innata sensibilità.”

L’album è un onesto lavoro pop,in cui l’anima di Sonia viene fuori,così come le indiscutibili capacità tecniche e compositive;apre il disco”Regalami chi sei”(che vede ospite la voce di Zeno, con cui Sonia spesso collabora),una ballata malinconica ed estremamente orecchiabile,dall’arrangiamento curato;interessante il testo,che indaga sulla sfera personale-è la storia di un amore che non è mai divenuto tale,e quindi solo”immaginato”- con gusto e raffinatezza(“lascia che ti dica quello che non ti ho detto/non è svanito niente,che tu hai fatto di me/basta spalancare gli occhi e rendersi conto/dell’evidenza che un fiume va da sè”).

“Vivo dentro”è un brano più catchy,estremamente orecchiabile(mi ricorda certe cose degli anni ’80,ma non so perchè);la voce di Sonia è personale,così come il suo songwriting(“Ti darò se vorrai mille lune nelle notti che vivrai”è la frase chiave del refrain,che si stampa subito in testa).

“Giocami” ha un mood più deciso;siamo dalle parti di un pop rock prodotto particolarmente bene,e Sonia fa la differenza al solito con la sua bella voce e le sue parole che sono un invito a vivere il momento per quello che è(“Giocami/come gioco io con te/adesso giocami,senza chiederti perchè”),senza pensarci troppo.Ospite Danilo Amerio come seconda voce.

“Murales”è un brano ancora più originale,introdotto da un malinconico reading(“ci sono volte in cui avverto ancora/quel senso di fastidio nel sentir pronunciare il mio nome/forse l’ho visto per troppe volte fisso nei muri della mia vita”);e difatti è una ballata molto introspettiva,adornata da un ottimo pianoforte e dalle suadenti chiarre acustiche…I muri della canzone sono-come dicevamo poco fa,nell’introduzione-metafore per descrivere le barriere soprattutto” mentali” che ci dividono a volte dal resto del mondo.

“Ogni volta”presenta una trama raffinata,che profuma di jazz(complice una tromba malinconica di sfondo)ed è uno dei “punti caldi” del disco:uno spaccato sulla difficoltà di vivere in una dura realtà come quella odierna(“ogni volta che la luna si riflette sulla strada senza pensieri/non importa,non è niente,è uno strappo nella mente”).

“E’ solo la fine di noi”parla di un amore irrealizzabile,e gioca tutto su dinamiche chiaroscure;la melodia è struggente e traduce in parole la malinconia del testo(“noi siamo dei frammenti di un mondo senza pace,di piccoli segreti,dei giorni illuminati di te”),anche se non manca del tutto il sorriso(c’è difatti una sottile ironia in alcuni punti del testo,come spiega la stessa Sonia nella presentazione del disco….ma il tutto senza mai scadere in esercizi sopra le righe o troppo compiaciuti).

“On the Hill”è cantata in inglese ed è il mio pezzo preferito del disco,per quella sua atmosfera dichiaratamente”americana”,che mescola AOR,pop e perfino qualche velata spezia country rock in superficie (anche i musicisti sono in grande spolvero;degno di nota l’assolo di chitarra);”liberami l’anima”è una ballata che affronta l’amore con amarezza (nello specifico la difficoltà e la paura di intraprendere relazioni che fanno in qualche modo soffrire) e torna anche un sentore di jazz elegante sullo sfondo (ma l’assolo di chitarra è decisamente rock!).

Chiude il disco come bonus track una versione leggermente diversa di “Giocami”,cantata solo da Sonia (preferisco mille volte alla fine del disco,una versione differente di uno stesso brano-come in questo caso-che i soliti e francamente inutili remix!)

Direi che si tratta di un album godibile,che cerca di applicare alla musica leggera alcune sonorità maggiormente ricercate e perfino alcune soluzioni insolite;un disco,quindi,estremamente fruibile,di facile ascolto,ma che ha anche una sua raffinatezza “diretta”,senza eccessive sovrastrutture:brava quindi,Sonia per questa tua ricerca “d’autore”all’interno della canzone italiana…anche perchè”Muralès”nella sua interezza,è un prodotto nettamente superiore alle cose che sentiamo in radio e vediamo in classifica oggi;speriamo che una volta tanto il pubblico si svegli e premi la qualità di questo prodotto!

 

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