A cura di Francesco Lenzi

KATYA SANNA”La via delle stelle”

Katya Sanna è un’artista a 360°:definirla solo cantante o musicista è puramente riduttivo,in quanto i suoi interessi abbracciano non solo la musica,ma l’arte tutta(è difatti anche scrittrice, decoratrice e ricamatrice e se andate nel suo sito potrete saperne veramente di più sul suo conto: http://www.katyasanna.it ).

Parlando poi delle sue innumerevoli collaborazioni musicali,sono davvero tantissime:impossibile elencarle tutte,ma possiamo dirvi che Katya ha spaziato su tutti i generi collaborando con tanta gente di estrazione artistica diversa,dalla musica popolare antica all’heavy metal…..

Oggi ci occuperemo del suo nuovo cd:”la via delle stelle”è un lavoro difficilmente etichettabile,in cui la ricerca sonora è al centro dell’attenzione;il disco è una sorta di concept legato alle costellazioni e all’osservazione delle stelle,così come uno sguardo che osserva antiche tradizioni e rituali(e difatti tornano via via nei pezzi anche altri temi cari alla nostra musicista;ricordiamo che lei stessa cura un blog interessantissimo legato a leggende e miti di altri tempi,ma non solo anche tarocchi e quant’altro:http://ilramodoro-katyasanna.blogspot.it/2013/06/tarocchi-musei-storia-arte-tarot.html )e,perchè no,anche il futuro stesso!

Il disco inizia con una breve e misteriosa introduzione dal sapore ancestrale chiamata”La mandria luminosa”,solo voce e percussioni ottenute con dei sassi(il titolo è ispirato alle costellazioni zodiacali;così le chiamavano i sumeri);e si continua sulla medesima ispirazione con le melodie antiche di”La linio de la konstelacioj”:la bella ed evocativa voce di Katya crea un tappeto spettrale ed oscuro,accompagnata solo dalla shruti box(uno strumento indiano simile all’harmonium).

Si continua a sperimentare con”Graptolite”,all’insegna della ricerca sonora(con la voce che evoca melodie antiche su uno sfondo tenue di percussioni appena accennate),così come su”La rotta di panspermia”,un altro tassello che sfugge alle definizioni,dal sapore magico ed”occulto”(complici anche gli inquietanti reverse che lo solcano)e con un sentore in più d’avanguardia(tra tastiere raggelanti e squarci elettronici sullo sfondo).

L’amore per un certo sound contemplativo e dark viene confermato anche su”Braccio del cigno”(un brano dai tenui toni spaziali,notturni ed onirici)e su”Achernar”(ipnotico ambient drone di battiti electro analogici,in cui la voce di Katya si fa a tratti riflessiva,a tratti sperimentatrice e vellutatamente provocatoria)….e l’ambient si fa più meditativo e trascendentale su”Diorite”,ispirato ad un’antica e durissima roccia:anche la voce torna ad evocare civiltà passate,mentre i loop di sottofondo si fanno incessanti ed avvolgenti nella loro ossessività(quasi un mantra dell’inconscio).

“Anomalocaride”è un brano più disteso e scorrevole(ispirato ad un animale estinto),anche se la voglia di sperimentare non viene mai meno:la pacatezza è forse meno umbratile,ma sempre affidata ad affascinanti spirali sonore(anche la voce quando appare,crea una melodia più rilassata,memore di influenze”etniche”)….il finale è un loop elettronico dal sapore insolito.

L’album non finisce mai di stupire,attimo dopo attimo,ed ecco arrivare”Amasia”,la descrizione di un continente”futuro”attraverso un drone spaziale(complice un synth trattato da un phaser)ed una bellissima melodia vocale,di una dolcezza estrema(quasi in contrasto con l’asprezza suggerita dallo sfondo sonoro);”Lyman-alfa”enfatizza ancora di più questa delicatezza,i vocalizzi sono più ariosi e perfino più”solari”,se mi si può concedere il termine(anche il sound sottostante sembra seguire quest’ampiezza dinamica,tra riminiscenze orientali e solchi ambient che tornano ad essere meditativi)….Katya dà ampio sfoggio delle sue doti vocali;madre natura l’ha davvero dotata di corde vocali magiche…una vocalità davvero impressionante che emoziona scuotendo l’”Io”interiore.

Poco prima della fine del disco ci troviamo di fronte alla seconda parte di”Mandria luminosa”,che si ricollega brevemente alla prima,con un tocco etereo e sperimentale in più;e,infine,la chiusura affidata a”Freccia del tempo”,che è-come spiega la stessa Sanna-”Consapevolezza percettiva della direzione di “scorrimento” degli eventi temporali”;tornano le avvolgenti spirali”cosmiche”presenti in altri brani(ma qui ulteriormente evolute),così come una vocalità dolce e allo stesso tempo onirica(ed i reverse inquietanti,che donano un tocco psichedelico al finale).

Un disco bellissimo,innovativo,che rifugge qualsiasi definizione;la voce di Katya è davvero magnifica ed evoca mondi passati,presenti e futuri in un mix completamente inedito,mai sentito prima….un lavoro eccellente,carico di sperimentazione,ma estremamente godibile,in cui”creatività” ed “originalità” sono le parole d’ordine,le chiavi di lettura per questo magico universo sonoro….Potrei definirlo “drone onirico”,”progressive ambient”o “dark etno folk”,ma nessuna delle definizioni renderebbe giustizia all’originalità di Katya:l’unica cosa che posso consigliarvi è di ascoltarlo e di amarlo come ho fatto io,perchè il disco merita davvero.

Katya Sanna:un’artista vera da scoprire;una volta entrati nel suo magico mondo,non lascerete più le sue particolari atmosfere e verrete catapultati in un vortice emozionale carico di fantasia e mistero! Lasciatevi guidare dalla sua incredibile voce e dalla sua musica….non ve ne pentirete!

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