PLASMA EXPANDER “Otra vez”

Torniamo ad occuparci dei Plasma Expander,nella fattispecie del disco di “remix” (o,meglio,di reinterpretazioni) di cui avevamo anticipato l’uscita mesi fa.

Come avrete capito,questo album di remix contiene 8 versioni di “Otra vez”,presente nel precedente “Live 3”,di cui mi sono occupato precedentemente:l’occasione è ghiotta,un po’ perchè i Plasma Expander abbattono i confini tra rock,avanguardia,sperimentazione ed elettronica,rivelando che le scene in esame non sono poi così distanti….e un po’ perchè il disco è come una sorta di “incontro” tra varie rivelazioni della stessa scena sperimentale,la dimostrazione che si può dare tante “visioni diverse” di un solito brano,con originalità.

Ed ecco che il “DV mix” di Hubble rivela un mood ombroso e notturno,una sorta di electro trip affascinante e-perchè no?-perfino elegante:è una visione inedita della psichedelia di cui i Plasma Expander sono portavoce;Mattia Coletti,subito dopo,dà una visione nevrotica del pezzo,assolutamente originale ed interessante (denominata “zeno remix”) con le chitarre scarnificate e inacidite in evidenza.

L’”Oneida remix” di Barry London presenta cadenze industriali e inserimenti noise,in un quadro volutamente straniante e onirico;Simone Balestrazzi amplifica le cadenze  sull’ “Alpha Centauri remodel”,basandosi sulle frequenze basse  e,più in generale,ritmiche (ma con la sferzante 6 corde che appare “filtrata” e solcata da battiti electro ultramoderni:è uno dei brani più sperimentali del disco).

Anche il “Pulse remix” (di Claudio PRC) è un viaggio attraverso ritmiche electro molto presenti e al passo coi tempi:è forse il remix in cui l’idea originaria appare più “stravolta”,ma non in maniera negativa (potremmo definirlo ai confini dell’I.D.M.),perchè il brano presenta anche fascinose spirali ambient di contorno.

Luca Ciffo dona il suo “Fuzz remix” e fedele all’attitudine della sua band (A fuzz orchestra),il suo segmento è straniante e distorto,ipnotico quanto basta,con inquietanti reverse che solcano il tutto (e si ricollega alla versione di Coletti in qualche modo);uno dei “rifacimenti” che preferisco,con la chitarra che torna in evidenza sul nervoso tappeto della batteria….

Ancora sperimentazione con “Erizo del mar remix” a cura di ZA!:è incredibile come l’attitudine del pezzo venga trasfigurata eppure rimanga assolutamente intatta in questo segmento,nonostante la natura avanguardistica;chiude il disco l’ “Album version” eseguita dalla band stessa,che riassume praticamente il senso dell’album.

Esperimento riuscito! La dimostrazione-come dicevo poco fa-che non ci sono più barriere in musica,e di come un pezzo può assumere connotati diversi,a seconda dell’artista che lo esegue (o che lo “plasma”,per citare la stessa band!),senza che questo perda un millimetro della sua carica adrenalinica e rivoluzionaria.

Otra Vez Front

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