A cura di Giovanni Graziano Manca

Recensione di First day on Mars – Silence
and distance – Febbraio 2016
Nati nel 2013 tra Francia e Italia, gruppo di sola musica strumentale
“chillout” di cui peraltro si sa molto poco, i First day on Mars escono con
un disco nuovo, il terzo, intitolato Silence and distance, sei tracce per
mezz’ora scarsa di musica. Il disco in esame sembra collocarsi un po’ fuori
dal campo del rock, tipo di musica che solitamente, specie nella sua forma
più classica, richiama energia, movimento, sudore e/o divertimento. I
First day on Mars intrattengono i propri estimatori con una musica
“descrittiva” e riflessiva, algidamente elettronica come quella di certe
colonne sonore, ambient e più in generale adatta soprattutto a coloro che
intendono la musica come attimo di rigenerante relax. Le sei tracce si
muovono tra atmosfere spaziali, suoni sintetici e, qua e la, come si dirà tra
poco, reminiscenze progressive, krautrock e floydiane. Tra i brani, che
scorrono gradevolmente creando un insieme piuttosto omogeneo dal
punto di vista stilistico, prevalgono il suono arioso e sintetico delle
tastiere e appropriati effetti di chitarra elettrica che spesso conferiscono
alla musica spettrali sfumature sonore. Scendendo maggiormente nel
dettaglio dei singoli brani del CD, se Atoll, Breaking Wave, Red Walls e
Without A Compass appaiono pezzi d’atmosfera tipicamente cosmic,
Freefall, in aggiunta, presenta elementi progressive e qualche velata
impronta rievocatrice di atmosfere musicali di matrice tedesca (à la
Kraftwerk, tanto per intenderci). Slowly Sinking, ultimo brano, sembra
invece pescare abbondantemente dal The Dark side of the moon di
floydiana memoria.
Tracklist
Freefall 4:12
Breaking Wave 3:08
Red Walls 5:20
Without A Compass 3:57
Atoll 4:10
Slowly Sinking 4:42
