ZIVAGO “Franco” (EP,I dischi del Minollo)
Gli Zivago sono un duo milanese formato da Lorenzo Parisini (voce,chitarra,basso,synth,tastiere) e Andrea Zonescuti (voce,batteria,piano,synth,samples) nel 2000;dopo alcuni momenti di stallo e collaborazioni con altri artisti,il duo si è finalmente riunito per comporre e registrare nuovi brani ed il risultato si può ascoltare ed apprezzare oggi in questo ottimo EP..
La loro musica è un pop rock d’autore molto raffinato,dalle tinte color pastello rarefatte ed attorniate da rara bellezza;e le sorprese in questo mini sono molte:la prima cosa da dire è che il disco racconta una storia unica,ed è quindi un ottimo concept….andiamo ad analizzarlo insieme traccia per traccia.
Il disco si apre con “Franco”,un brano molto bello ed essenziale,dall’atmosfera pacata e morbida;il testo è interessante e racconta di un bandito sognatore che rapinava banche per “evadere” probabilmente da una triste realtà…Il ritratto che ne fa la band è senza retorica e davvero riuscito,con una capacità descrittiva notevole;la musica fa il resto,adornata da chitarre e tastiere scintillanti e caleidoscopiche,dal sapore onirico e sognante.
“Adele” arriva subito dopo ed è una ballata acustica introspettiva e piacevolmente notturna;stavolta il protagonista è una donna (“ovunque andasse/nei bar e nei caffè/ombra oscura di sé/il suo incedere era morbido e solitario/nascondeva i grandi occhi senza età”),e la descrizione si sposa ottimamente con il sound,tra psichedelia soffice e sofisticata e ricordi progressive:Adele è la donna del bandito,ed il suo ritratto è di struggente bellezza.
L’amore per le atmosfere sognanti è ben evidente anche su “Un altro whisky”:la psichedelia è ben presente sullo sfondo,seppur rielaborata in maniera “atmosferica” e del tutto personale,così come sono ben saldi i sentimenti “introspettivi” delle liriche (“una donna dagli occhi grandi che ha un vuoto nella pancia per un amico perso/è così fragile/quest’uomo che si riempie di rimpianti/Dentro a un tempo che non passa più/un whisky per morire”)….Partecipa Francesco Campanozzi alle chitarre.
“Fragilità” è una bellissima ballata acustica dolceamara (adornata da onirici reverse chitarristici sullo sfondo);le liriche sono poetiche (“io senza te/ti avrei cercato in ogni luogo sai?/dimmi perchè/hai continuato a fingere che questo mondo intorno che vive e si nutre di te/fosse per me/non l’hai messo in conto”) e avvolte da un sound che è pura magia!
C’è anche un po’ di sperimentazione su “Le considerazioni”,anche se trattata sempre in maniera tenue e non invadente:la canzone è arricchita da parti elettroniche accennate ( a cura di Antonello Raggi),che fungono da tappeto introduttivo….poi il brano si evolve in un pop rock “alternativo” molto orecchiabile e quasi “battistiano” come andatura,anche se prende una piega più “progressiva” ed imprevedibile nel finale (con un malinconico pianoforte in primo piano);le liriche continuano ad indagare a fondo sull’interiorità (“le tue mature convinzioni/le conseguenze degli errori/le rinnovate incomprensioni dei tuoi vuoti”).
Il finale-”Domeniche di Maggio”-è un brano carico di spleen emozionale (“ricordo le domeniche di maggio/bagnate da quel vento di passaggio/si muovono gli spazi regolari/mi smuovono incessanti turbamenti”) e si evolvono i tratti “sperimentali” già presenti nel brano precedente:anche qui lievi battiti electro solcati da distorsioni chitarristiche (mai del tutto invasive,com’è nello stile quieto del gruppo),fungono da tappeto per rendere inedita la percezione personale della “forma canzone”.
Questo “Franco” è un eccellente concept,molto originale e ben fatto:oltre ad essere eseguito e composto in maniera ottimale,è anche registrato dannatamente bene….e tutte queste caratteristiche lo rendono un lavoro estremamente godibile e personale,uno dei più interessanti concept che mi sia capitato di sentire recentemente,seppur di breve durata.
Complimenti dunque agli Zivago,un gruppo che è decisamente una spanna sopra rispetto a tante altre formazioni più blasonate e che dà una propria visione del rock d’autore,con estrema poesia ed eleganza…Bravi davvero!

