“IL Diacono”,uno dei componenti della misteriosa band Koza Noztra mi ha concesso gentilmente questa intervista via web

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1 – Innanzitutto partiamo con le origini. Com’è nata la vostra band?

Per aggregazione spontanea. Eravamo tutti insoddisfatti di quello che sentivamo in giro e abbiamo convenuto che, se volevamo qualcosa che ci piaceva realmente, dovevamo farcela da soli.

 

2 – Il vostro è quasi un manifesto pianificato nei minimi dettagli:avete già pianificato il vostro scioglimento e quanti altri dischi usciranno targati Koza Noztra? Volete spiegarci in maniera più approfondita tutto questo?

Semplice: una volta raccontata tutta la storia, una volta detto tutto quello che c’era da dire, non ci sarà nient’altro da aggiungere come Koza Noztra. Missione compiuta. Diciamo che è come proporsi di fare il giro del mondo all’equatore. Una volta che l’hai completato, che senso ha rifare di nuovo la stessa strada? Se proprio ci vuoi riprovare, meglio cambiare tragitto e magari passare per i poli…

 

3 – Cosa farete dopo il vostro scioglimento? Continuerete con altri progetti?

Dopo i Koza Noztra ci saranno gli Inferno TV. Un progetto diverso, articolato su tre album. Il nucleo di musicisti sarà lo stesso, ma la storia raccontata sarà diversa e quindi è giusto cambiare anche il nome.

 

4 – Ricollegandomi alla domanda precedente,avete altri side-projects o Koza Noztra è il vostro unico gruppo?

Calibro 9 e Recupero Crediti sono attivi in altre band, anche molto diverse dai Koza Noztra, spesso in ambito metal estremo. Per gli altri, invece, i Koza Noztra rappresentano l’unica occupazione musicale.

 

5 – I vostri testi sono di fondamentale importanza;credo siate uno dei gruppi più sinceri in ambito di rock duro, in quanto affrontate con decisione molti temi d’attualità. Quindi vi chiedo:come vedono i Koza Noztra l’Italia?

Male, che è la stessa sensazione che abbiamo quando ci guardiamo allo specchio. A parziale consolazione, c’è da dire che l’Italia non è poi molto diversa dal resto del mondo. Solo che siamo un po’ meno creduloni degli altri perché abbiamo alle nostre spalle almeno 2500 anni di propaganda e quindi ci abbiamo fatto il callo. Abbiamo creato il perfetto sistema di autodistruzione, quello che non può essere mai disattivato perché ogni tentativo ha come unico risultato di accelerare il conto alla rovescia. Si può sintetizzare il tutto con la storia che sta dietro alla foto di copertina di Cronaca Nera 2. Era su un sito turco, un forum di politica mediorientale in lingua inglese. Sotto la foto, tra i commenti degli utenti che si accapigliavano tra pro-israeliani e filo-palestinesi ce n’era uno che era l’unico a fotografare perfettamente la situazione. Diceva: “… Se questo missile centra il bersaglio, un certo numero di persone morirà. Se lo manca, un certo numero di persone perderà il posto di lavoro…”.

 

6 – Secondo voi, come faremo a “salvarci”?

Personalmente, non credo che si “salverà” qualcuno. È il motivo per cui i film di zombie hanno così tanto successo, pur essendo tutti uguali. Ci piacerebbe essere come i pochi sopravvissuti che lottano per la propria sopravvivenza in cittadelle assediate e con licenza di uccidere, ma in realtà sappiamo bene di essere come gli zombie: facciamo sempre le stesse cose, non ci ricordiamo più perché le facciamo e non abbiamo neanche la forza per domandarcelo. Siamo già in uno stadio post-mortem, solo che – come diceva Tiziano Sclavi – essendo noi zombie la maggioranza, pensiamo che i morti siano gli “altri”, quelli asserragliati nelle oasi fortificate che tentiamo di devastare ogni giorno.

 

7 – Ricollegandomi alla domanda sull’Italia, ma spostandola su un piano strettamente musicale, vi chiedo: come vedete l’attuale scena musicale italiana?

Come sempre: tantissima gente che canta e suona e pochissima che si ricorda i titoli delle canzoni.

 

8 – Suonate spesso dal vivo?

No, molto raramente. Non siamo mai stati dell’idea di suonare sempre e ovunque. Anzi, siamo molto selettivi. Il concerto è qualcosa in cui devi dare il massimo a chi ti viene a sentire, uno spettacolo unico e deve essere vissuto nelle migliori condizioni possibili. Capirai che è una situazione che si verifica molto di rado… Per cui meglio non suonare affatto dal vivo che farlo in condizioni indecenti.

 

9 – Come definireste la vostra musica?

La colonna sonora di una qualsiasi giornata di merda.

 

10 – Grazie per la pazienza e disponibilità.Lo spazio è adesso totalmente vostro,dite quello che volete ai nostri lettori!

Non abbiate paura… non sarà l’Italia ad “americanizzarsi” oppure ad “europeizzarsi”. Sarà il resto del mondo ad “italianizzarsi”. Siamo noi la malattia, siamo noi l’infezione. E gli altri non hanno alcuna cura per fermarci.

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