Composto da dieci brani, il disco è stato prodotto tra Italia, Svezia, Germania e USA, dall’etichetta indipendente RENILIN

 

Luna d’inverno per me è come un album di fotografie. Ho sempre “visto” i miei brani mentre li scrivevo su un foglio di carta e ne tracciavo i contorni tra i tasti di un pianoforte.

E come attraverso un album di fotografie si ricordano momenti diversi, in Luna d’inverno ho raccolto alcuni brani che avevo scritto in passato, aggiunto altri nuovissimi ed altri ancora presi in prestito da un caro amico come Maurizio Lauzi.

I testi non spiegano mai alla lettera il significato dietro ogni canzone e questo perché mi piace lasciare molto spazio all’immaginazione di chi ascolta. Ma una volta data la chiave di lettura, come per magia, ogni parola acquista il suo senso.”

 

Il 27 marzo esce “Luna d’Inverno”, il primo album in italiano di Alessia D’Andrea, che contiene anche il singolo “Blu occhi” – scritto da Maurizio Lauzi – attualmente in promozione su tutte le radio della penisola ed in salita nella classifiche radiofoniche nazionali. 

Contemporaneamente l’artista è ad un passo dal suo esordio negli States, all’uscita di un duetto in Sud America ed ha già pubblicato da poco un disco in Nord Europa destinato al mercato scandinavo.

 

TRACK BY TRACK

Luna d’inverno. Di notte. Il mare di un’anima in tempesta. E la sola certezza sembra essere la luna, ferma ad ascoltare le speranze e le paure che una ragazza le confida mentre, intanto, le nuvole intorno cambiano forma e rotta troppo in fretta.

Non cambieremo. Il volo maestoso delle aquile o lo strisciare dei serpenti? Quale strada prenderemo in questa vita che ci fa ruotare in vortici di pensieri che si srotolano in testa? E se in realtà, attraverso qualsiasi scelta ci sembra di compiere, in fondo scoprissimo che è quasi impossibile cambiare la nostra natura?

Il gatto che abbaia. Alle volte l’incapacità di comunicare quello che si sente nel proprio profondo ci rende come un gatto che abbaia. E continuiamo a sperare che qualcuno possa arrivare a decifrare i nostri segnali e ad ascoltare, in silenzio, insieme a noi il rumore tonfo del nostro cuore che batte per terra.

La musica non gira più. Ho scritto questo brano qualche anno fa quando avevo intuito la direzione pericolosa verso la quale il mercato discografico stava andando. Questo è un dialogo immaginario tra un musicista e la musica ed i dubbi che inevitabilmente fanno parte di chi, come gli artisti, passo dopo passo, costruisce il suo cammino inseguendo un sogno.

Blu occhi. Decisamente l’ “anomalia” del disco, il brano più ironico e divertente, in cui vince la sincerità nel raccontare l’amore. Non siamo affatto perfetti, neanche agli occhi dell’altro soprattutto se esposti alla routine quotidiana di coppia ma, per fortuna, continuiamo a trovare ancora motivi per amarci… anche un paio di occhi blu.

Non portarmi via. 26 dicembre 2004: lo tsunami dell’Oceano Indiano. Uno degli eventi più catastrofici che la natura abbia prodotto. L’onda altissima sembra scendere dal cielo e la ragazza che la vede arrivare, sapendo di non poter opporre resistenza, le chiede di non strapparle via la vita ma se il suo destino deve compiersi, che tutto sia come un abbraccio.

Beyond the clouds. Un amore finisce. Un amico ci aiuta a “venirne fuori” perché, in fondo qualunque cosa accada, c’è sempre un’autostrada per il cielo, oltre le nuvole.

Alzami nell’aria. In una vita sempre uguale arriva qualcosa a sconvolgerne lo stanco ritmo cadenzato: è l’amore, che ci alza in aria, ci porta in alto, diventa danza, assomiglia a poesia.

Caccia alla volpe. E se per una volta la vittima si trasformasse in carnefice? Non per gioco, come solo gli uomini sanno fare, ma per difendere la propria famiglia. Questo brano parla della vendetta di una volpe che riesce a condurre i suoi cacciatori fino ad un dirupo in cui troveranno la morte.

Anime bruciate. E’ un addio ed al contempo un augurio per la nuova strada che una persona percorrerà senza più accanto un padre, un amico, una madre, un maestro. Ed anche un monito a mantenere alta la guardia in questo mondo fatto di anime “bruciate”.

 

BIOGRAFIA

Dopo aver vinto il “Premio Mia Martini” ed il “Premio Musicultura”, nel 2004 Alessia D’Andrea “incontra” Ian Anderson dei Jethro Tull col quale incide Locomotive Breath.

Da quel momento iniziano i consensi internazionali, infatti il suo singolo Time To Pray (remixato da Molella, Future Funk ed altri dj) viene licenziato in molti Paesi del mondo, tra i quali: UK, Australia, Spagna, Polonia, Norvegia, Sud Africa, Romania, Canada, Nuova Zelanda, Russia, Messico, Singapore, Repubblica Ceca, Israele, ecc.

Lo stesso anno firma un contratto con la storica etichetta inglese Ministry of Sound.

Dall’estate 2006 iniziano i concerti fuori dall’Italia che vedono Alessia D’Andrea esibirsi anche di fronte a 100.000 persone in diretta su radio e TV nazionali.

Nel luglio del 2008 è ancora sul palco insieme ai Jethro Tull, questa volta al Pistoia Blues Festival per il loro 40° anniversario. Unica ospite del tour.

Nel marzo 2009 esce il suo album “Alessia D’Andrea” che viene licenziato oltre che in Europa, anche in Canada, Cina, Hong Kong, Macau, Taiwan, ecc. e col quale sostiene la campagna “Riscriviamo il Futuro” di Save the Children. Inoltre Alessia è ospite nelle più importanti trasmissioni televisive e radiofoniche di alcuni Paesi dell’Europa dell’Est.

Nei primi mesi del 2010 il suo videoclip 8 o’ clock va in rotazione su diversi canali musicali tra cui RAI Music e viene scelto anche da un programma TV in Cina, mentre il videoclip Tonight viene inserito da MTV Europe nella World Chart Express.

Nella seconda metà del 2010 realizza un altro successo insieme a DJ Molella, il brano Paradise, che diventa sigla del programma radiofonico “Lo Zoo di 105” nonché una delle hit più ballate dell’estate 2010.

Nell’ottobre del 2010 si esibisce come special guest durante il concerto tributo a Fabrizio De Andrè, al Teatro dell’Opera di Sofia, di fronte alle maggiori autorità nazionali.

Nel 2011 esce il DVD “Live in Studio” che presenta il suo spettacolo acustico – elettrico.

Nel 2012 esce Set Me Free Set Me On Fire in 3 diverse versioni (dubstep, ballad, progressive) che mostrano ancora una volta la versatilità di questa artista.

È proprio attraverso questo brano che Alessia D’Andrea viene notata in Inghilterra dalla Music House di Londra che decide di diffondere il singolo in tutti i club del Regno Unito. Anche negli USA alcuni giornalisti recensiscono la sua musica portandola all’attenzione di “addetti ai lavori” con i quali firma accordi per la prossima uscita e distribuzione del suo EP in lingua inglese, destinato al mercato americano.

 

 

 

www.alessiadandrea.com

 

 

 

 

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