SUPERVIXENS”Nature and culture”(Acid cobra records/Technicolor dischi)

Questa nuova uscita per la Acid cobra di Amaury Cambuzat è davvero imperdibile per gli amanti di certe sonorità,intransigenti ma allo stesso tempo creative e pure innovative.

L’uscita in questione riguarda una band toscana,i Supervixens:il gruppo è formato da Kopko (synth, arnesi da lavoro, chitarra),David C (basso, synth),Thall (chitarra, oscillazioni)Jon (percussioni, batteria)ed è dedito ad un sound strumentale mastodontico e all’insegna della sperimentazione.

Le suggestioni che imperversano nelle 4 tracce di questo album sono infinitamente evocative come lo stesso nome della band,preso dal mitico film di Russ Meyer;ma non vi troverete davanti a brani inneggianti all’erotismo(almeno non dichiaratamente!),ma bensì ad un muro di suono impenetrabile e magmatico,dal grande fascino oscuro.(Partecipa anche lo stesso Cambuzat alla steel guitar,oltre a mixare e a produrre il disco).

“O”apre il disco ed è uno stoner drone arroventato,cadenzatissimo e magnetico,venato di noise e di psichedelia estrema,virata in nero;”I”si addentra ancora di più nella sperimentazione sonora:difatti è un trip ipnotico teso a far sanguinare la psiche in trance tra suoni ossessivi ed oscuri,prima che arrivino le chitarre ad illuminare un po’ il tutto con arpeggi psichedelici(mentre il tappeto in sottofondo continua ad essere avvolgente e misterioso)….ma il finale ripiomba su un’atmosfera tesa e cupa infarcita da distorsioni e da improvvise accellerazioni soniche così come da arditi rallentamenti,tra kraut e cadenze rumoriste.

“Chromo”è un brano che destruttura un feeling post-rock,screziato da improvvisi lampi di distorsioni laviche in preda all’inquietudine per piombare in un finale in preda ad un noise drone lacerante.

La traccia finale,”Loud!Loud!loud!”è ancora di più all’insegna dell’estremismo sonoro:la prima parte è una sorta di punk jam schizoide e infernale(immaginate un’inedita session tra Sunn)))o,Velvet Underground,i Sonic Youth più inquieti e i Throbbing Gristle),frantumata in mille pezzetti e rimontata con lucida follia in preda alla violenza”fonica”;nella seconda,le influenze”industriali”presenti qua e là in altri momenti del disco,si fanno più evidenti e corpose e fendono l’aria come frustate per piombare nel sabba finale,in preda a vorticose percussioni e randellate distorte in piena faccia,con synth taglienti che vanno a braccetto col feedback ed il labirintico rumore bianco che fa da sfondo.

Potremmo parlare di”post-noise”,perchè i Supervixens sono davvero”oltre” musicalmente:il loro sound è compatto e violentissimo ed assolutamente originale;penso che”Nature and Culture”sia destinato a divenire un classico che farà proseliti…..perchè qui non ci sono compromessi,nessuna accondiscendenza,nessuna faciloneria…..solo un’atmosfera pura e dura,ma allo stesso tempo visionaria,che supera in carica,potenza e fantasia pure le sonorità criptiche e granitiche di altri estremisti sonori più noti.

Prevedo un futuro radioso per i Supervixens:questo disco mi è piaciuto davvero tantissimo,ed ad ogni ascolto personalmente ci trovo sempre qualcosa di nuovo;la loro attitudine assolutamente alternativa(e davvero lo è),incompromissoria,fa il resto,un enorme”fuck you”al mainstream e alla poca novità imperante da noi.

Probabilmente”per molti,ma non per tutti”,ma che ci crediate o no,il futuro della sperimentazione sonora passa anche da qui….decisamente un ottimo primo capitolo da gustare al massimo del volume,fatevi contagiare dall’orgia sonora targata Supervixens.

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