DAVIDORMI “della luna e di altre virtù “ (autoproduzione)

Davidormi è un progetto di rock cantautorale molto interessante ed originale; il gruppo è nato dalla spinta iniziale di Davide Dormiente, che è un po’ il deus ex machina del combo(essendo il compositore principale ed il cantante della band),al quale poi si sono aggiunti Valerio Di Croce(chitarra,cori,che ha registrato il disco,ma attualmente non fa più parte dei Davidormi),Lorenzo Semorile (chitarre, cori),Nicola De Amicis (basso/contrabbasso),Aurora Rizza(archi,anche lei non fa più parte della band)e Luca “Nesti” Benedetti (batteria/percussioni) e  Davide Scioli (piano, tastiere, programmazioni),che è entrato in pianta stabile quest’anno.

I Davidormi nascono a Roma nel 2009 e questo disco è il loro esordio, che arriva dopo un EP acustico dal titolo”preferisco regredire sotto le stelle”(in origine in free download su reverbnation).

“Dell’amore e di altre virtù”è il titolo di questo primo album a lunga durata,e come dicevo all’inizio, è davvero un ottimo lavoro,molto personale ed intrigante, uscito il 16 dicembre (e che si può trovare nei negozi di Roma e di Modica al momento);un disco che sa emozionare e riflettere,con degli spunti davvero interessanti.

“Tra la matematica e l’amore”apre l’album con fare originalissimo e dall’incedere insolito,in cui il cantautorato si sposa a segmenti alternativi e morbidamente psichedelici;le liriche indagano su storie personali con gusto e una lieve ironia,mai troppo esagerata(“ho creduto a tutto quanto/all’oroscopo del giorno/confidando prima o poi nell’attesa o nel ritorno(..)tra la matematica e l’amore/vi consiglio di vivere ai confini del sistema solare”).

Si continua con”Pioggia acida”dal robusto feeling rock(e dalle influenze settantiane)sposato ad un ritornello arioso e perfino ad alcuni ricordi ska nella seconda parte;l’amore ed i sentimenti vengono sempre narrati con fare mai scontato(“Sentirai l’odore che ti fa sentire sapori lontani di me/e in un istante tutto il tuo mondo sarà crollato/e la città,l’involucro triste che ti protegge come una maschera antigas”).

Che non siamo davanti ad una band convenzionale ormai è un dato di fatto;e si continua così con”Un pessimo esempio astrale”,con l’introduzione che sembra uscita da un vecchio vinile,per poi tramutarsi in uno space funk dai contorni indie;si parla dell’inutilità dei giudizi altrui(“credo che la perfezione sia un concetto relativo/credo che la perfezione sia un concetto superato”)con un piglio divertente.

“I momenti migliori”è una bellissima ballata acustica più introspettiva e ombrosa,dai contorni amari e perfino struggenti(“Cosa te ne fai di me/quando poi non esisti?/ricordi eravamo insetti invisibili/e qualcosa nell’aria si muove/forse sono i brividi delle parole che uccidono i momenti migliori”)e che svela quindi un lato”diverso”dei Davidormi;con”Stop al televoto”si ritorna però su sentieri decisamente più solari ed ironici,anche se l’argomento non è affatto leggero o da sottovalutare,e potremmo riassumerlo con questa massima:”l’amore ai tempi della televisione e dei social network”.

Difatti si parla proprio di questo con un ritmo apparentemente scanzonato,ovvero di come certe cose superficiali-che siano la rete o la pubblicità sfacciatamente consumistica- intacchino e rovinino i rapporti personali”(sono stato taggato da un mio amico/partecipo a tutti gli eventi di faccia libro/aggiungo sempre i miei dati e il mio profilo/ma quando chiudo gli occhi mi sento solo”).

Si ritorna su un mood più emozionale su”Viola non vola”,dalla melodia commovente che riflette perfettamente il testo(“ogni cosa che le manca/qui stanotte lei la pensa/tra le onde dell’amore/che non riesce a dimostrare”):forse il mio brano preferito del disco,davvero stupendo per la “sincerità”palpabile che traspare,con una bellissima parte finale che fa venire i brividi.

La sfera personale viene affrontata ancora una volta metaforicamente(ma non troppo)nella scura”I paesaggi lunari”,quasi progressiva nel suo incedere(e con qualche lampo umbratile di chitarra);e la poetica di Davide è sempre molto sofisticata e personale(“l’altro giorno mi hai detto che Rita/la tua amica,si è trasformata in zanzara/meglio così ho detto,almeno potrà volare/mentre tu da farfalla sai solo morire/non voli mai”)….musicalmente è uno dei brani più complessi ed elaborati del disco.

Un po’ di malcelata ironia riaffiora brevemente su”Preferisco regredire sotto le stelle”(mescolata a riflessioni personali più complesse),una sorta di cadenzatissimo flamenco rock notturno(“le impronte digitali si prendono gioco di me/sono ancora scolpite sulla tua pelle/non ho tempo per le mostre di bizzarri artisti pop/preferisco regredire sotto le stelle”);”Lontano”è una canzone d’amore riflessiva e sottilmente malinconica(“è l’atto compulsivo/necessariamente fragile/il petalo di un fiore immobile/che stenta a crescere”),essenzialmente acustica e crepuscolare,ma con quel guizzo di creatività in più che è una delle caratteristiche del songwriting di Davide(ed i minuti finali sono una jam che vede la band in grande spolvero,riprendendo la melodia carica di spleen della canzone).

“Una nuova terapia”è un’altra canzone irresistibile,con il sorriso beffardo e dolceamaro sulle labbra(“il mio stato psicofisico è ritornato magnifico/da quando ho iniziato una nuova terapia”)e con dei bei riff rock in evidenza;”Sulla luna”chiude il disco e ritornano le metafore”spaziali”che sono un pretesto per parlare d’altro(“le gabbie ed i padroni qui non esisteranno mai/c’è solo lo spazio che ci separa dalla realtà/qui sulla luna/l’amore non è una catastrofe mai”), e ritorna anche un certo mood psichedelico-progressivo presente in altri punti del disco (qui ulteriormente ed esplicitamente espresso).

Davvero un ottimo disco,dalle storie tutte particolari;l’originalità la fa da padrone in maniera totalmente riuscita;ed è affascinante anche il ricorso a certe immagini visionarie e “fantascientifiche” -come abbiamo visto,e di cui stavo parlando anche poco fa-che è un po’ il “concept” che ruota intorno a tutto il disco.

Complimenti davvero:la dimostrazione che c’è ancora linfa vitale nel cantautorato rock italiano viene anche da questo progetto,totalmente personale e che non somiglia ad altre realtà appartenenti alla medesima”scena”;le qualità di scrittura vanno di pari passo con la capacità di raccontare storie vissute(in cui molti possono ritrovarsi) in maniera non banale e con un sottofondo musicale non scarno,ma al contrario,estremamente curato in ogni dettaglio e da ascoltare attentamente.

Date una chance a questo progetto,perchè merita davvero!

Cover e crediti album playlist album181232_653341578012579_1504201533_n 946934_647329688613768_2048517530_n

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