EMILIANO MAZZONI “Cosa ti sciupa” (Gutenberg records)
Genuinità. Ecco la prima parola che mi viene in mente,ascoltando questo disco.
Ed Emiliano Mazzoni è davvero un artista genuino.
Emiliano è un cantautore modenese,con alle spalle fondamentali esperienze di rock-band (con gli Inlimine e i Comedi Club),e adesso alla seconda prova solista,dopo l’esordio “solista” del 2011.
Le sue canzoni sono storie di vita vissuta,raccontate con partecipazione e con uno stile originale che mescola poesia e sound curato,con un impeto decisamente interessante.
“Cosa ti sciupa” parte con una ballata oscura-”canzone di bellezza”-in cui la poesia sa essere devastante nella sue visioni evocative (“una donna nuda tra le erbacce/questa è la loro nuova legge”) e si sposa bene all’atmosfera ombrosa della canzone;anche “ma perchè te ne vai?” segue questo mood scuro,parlando d’amore in maniera originale e sottile.
“Diva” è un brano intriso di bellissimo spleen e sembra una colonna sonora di un noir,con il suo particolare incedere;il testo però demolisce un bel po’ di certezze,con il suo acuto sarcasmo (“diva ti comprerò un monastero/dove la droga più buona sarà dio/che le donne e le brave persone/si tuffano nell’amore ed annegano lì”) che ricorda il migliore De Andrè virato in “dark”.
Pure “Un’altra fuga” e “Ciao tenerezza” hanno una curiosa cadenza da film in bianco e nero,con un bel po’ di poesia dolceamara e-nella seconda-quella tagliente ironia sempre dietro l’angolo a destabilizzare (“ti faccio la colazione,un pezzo di pane/una merendina di merda..”);”Hey boy” è elegantemente jazzata,e pare di vederlo,il nostro Emiliano con la sua band in un pub fumoso a tarda notte,a cantare questa canzone (e per un attimo,viene tralasciata la malinconia dei brani precedenti).
“Ragazza aria” è una ballata lievemente più rock,un’insolita ed originale canzone d’amore come non se ne sono mai sentite,con un sound che sa anche essere energico e allo stesso tempo meditativo.
Anche “Non lasciarmi qui” è una rock ballad lieve e raffinata,mentre “Nell’aria c’era un forte odore” sembra vagamente citare sequenze da western come sound (non so come spiegarlo meglio,ma si respira quel sapore tra west e R&R,tipico di alcune surf band dei primissimi anni ’60,sarà per le chitarre “twangy” a-la-Duane Eddy?),mentre la pungente ironia torna protagonista (“riporto indietro le mie ossa ai vostri dei/se le ficchino nel culo,non sopporto gente come voi!).
“Tornerà la felicità” è un lento notturno,ma al tempo stesso struggente (forse la mia canzone preferita dell’album,carica di ricordi personali e interrogativi);”non rivedrò più nessuno” è il tenebroso e amaro finale,un tassello riuscito nel suo spietato pessimismo.
Un disco interessante e che incuriosisce,ed un songwriting altrettanto unico,che sfugge le definizioni e per questo estremamente originale ed inconsueto. Da tenere d’occhio.

