A CURA DI FRANCESCO LENZI
GREEN LIKE JULY”build a fire”(la tempesta international)
I Green Like July sono un nuovo gruppo molto interessante,dalle sonorità brillanti ma ricercate;inizialmente un progetto solista del cantautore Andrea Poggio(che prende il via nel 2003),col tempo si è mutato in un gruppo vero e proprio(gli altri componenti sono Marco Verna,che si alterna a vari strumenti;Roberto Paravia al basso e Paolo Merlini alla batteria).
“Build a fire”è un disco di eccellente fattura,e potrebbe infatti essere benissimo uscito in terra straniera,data la perfetta pronuncia inglese e la qualità”internazionale”della proposta:è il loro quarto disco(per la precisazione:il terzo full length,dopo 2 album e un EP)……ma le sorprese non finiscono qui.
Difatti la label che l’ha fatto uscire, è una garanzia di indubbia qualità sonora(LA Tempesta dischi).
Nel disco ha collaborato anche Enrico Gabrielli,il polistrumentista dei Calibro 35(ma anche ex Afterhours,collaboratore di Mike Patton e mille altri nomi del panorama italiano),che ha arrangiato il lavoro insieme alla band stessa….con queste premesse,non è difficile capire che siamo di fronte ad un lavoro imperdibile,interessante.
A questo punto vi interrogherete sulla musica proposta dai Green Like July:è un rock dalle solari tinte melodiche ma mai banali( e squisitamente”pop”,ma nel significato più nobile del termine,ovvero come si intendeva questa parola tanti anni fa),con una bella componente fantasiosa,che ha assimilato perfettamente la lezione dei sixties e seventies per catturarne lo spirito ed uscire con una personalità completamente nuova.
Anche il nome fa fede alla proposta musicale,e non poteva essere più appropriato nell’evocare bellezza e armonia.
L’inizio è esemplare:”Moving to the city”è una sorta di glam rock del nuovo millennio,vintage ma senza nostalgie di sorta;tra solarità e una lieve malinconia di fondo(ma non troppo),il pezzo scorre via che è un piacere,con la band che rockeggia ch’è un piacere(ma con melodia),con la personalissima e bella voce di Andrea in primo piano(e l’inconfondibile e sempre riconoscibile sax di Gabrielli,oramai un marchio di fabbrica nelle produzioni indie di qualità).
L’anima divertente e solare della band traspare anche su”Borrowed time”,un rock fuori dal tempo che potrebbe essere un ottimo singolo di successo.
La band è compatta,e crea una canzone di indubbio spessore,con una melodia che si ficca in testa fin dal primo ascolto.
E così è anche per “An ordinary friend”,con la voce in primo piano;un riuscito arrangiamento orchestrale fa sì che questo pezzo sia una band cristallina che fa venire in mente gli anni ’70 per il “cuore”e la passione messa dentro,ma che ha anche un’anima lucidamente e perfettamente attuale.
Originalissima”Agatha of sicily”,rilassata e rilassante,con un mood morbido che coniuga tenui chitarre elettriche ad un feeling lievemente”caraibico”(saranno gli xilofoni in sottofondo?):e ancora una volta la dimostrazione che i Green Like July sono una spanna sopra a tante,tantissime band dell’indie italico attuale(e non solo).
Più riflessiva è”Tonight’s the night”con delle 12 corde introduttive di Byrdsiana e Beatlesiana memoria,ma rallentate per creare un’armonia nuova:

sembra di entrare in un mondo fatato e fiabesco,un po’ retrò forse(ma non è un demerito,anzi,tutt’altro),vellutatamente psichedelico (ma senza esagerare),mai aspro,ma dolce e delicato,color pastello….forse l’apice del disco per la sua bellezza e creatività,con dei flauti avvolgenti che donano un tocco in più alla già bellissima atmosfera,con l’originale melodia dettata dalla voce che ci culla e ci rilassa.
Irresistibili anche i cori con echi e delays che creano un muro di suono leggero e mai invadente,appena accennato.
Vecchie memorie ritornano su”Good luck bridge”così come un certo sentore seventies;fascinosi e avvolgenti gli archi e come sempre originale la melodia,che ci racconta vecchie storie personali e ricordi di città lontane con garbo e personalità.
Ma i Green Like July non finiscono mai di stupire:e”A well welcomed change”presenta delle insolite fisarmoniche che donano al pezzo un insolito tocco folk(ma siamo sempre dalle parti di un pop rock di classe come stile);è una ballad di alto profilo,con una voce lievemente sporcata di flanger nel ritornello…e ritorna per alcuni istanti anche l’atmosfera velatamente fiabesca,anche se qui è solo brevemente accennata….si tratta comunque di un’atmosfera disincantata e perchè no,anche un po’ sognante,anche se allo stesso tempo“diretta”,che non calca mai la mano sulla stranezza,ma rimane sempre creativa e originale.
Bello anche il solo al piano elettrico(Fender Rhodes?)del luminoso finale,che ricorda come atmosfera ”Don’t let me down”dei Beatles(ma è solo un pizzico di rimando).
“Johnny Thunders”non è un brano di duro punk rock come potrebbe suggerire il titolo,ma una ballata gentile e fresca,anche un po’ notturna ed evocativa:l’ispirazione è sempre brillante e notevole,e non cede mai….difatti è un altra perla stupenda(ed un’altra tra le canzoni che preferisco del disco).
Probabilmente c’è anche una leggera e disincantata ironia in questo brano,anche se mai esagerata….
Il finale,tra lucentezza e malinconia,è qualcosa di bellissimo:anche un po’ struggente e quell’accordo finale di pianoforte che ci rimanda al “pepato” 1967…..
Chiude il disco”Robert Calvin Malthorpe”,un altro breve ritratto lieve e soffice,con la bella voce di Andrea,su un tappeto sonoro di grande fascino….melodia e semplicità,ma con estrema cura del sound(e lo xilofono che detta un po’ di spleen).
Se volete armonie avvolgenti,grandi canzoni e belle melodie ma senza sconfinare nel banale o nel già sentito,qui troverete pane per i vostri denti;ed è un disco caldamente consigliato anche a chi è stanco di cose rumorose o chiassosamente fini a sé stesse(o discordanti)…..ma lo consiglio anche a chi di solito è abituato a cose diverse,perchè qui siamo di fronte ad una band di spessore.
Date un ascolto ai Green Like July;vi porteranno per mano nel loro immaginario sonoro,cullandovi dolcemente e facendovi divertire….una perfetta colonna sonora per le vostre giornate di sole,ma anche se fuori dovesse piovere,la musica della band è così luminosa che è in grado di rischiarare tutto,anche un furioso temporale.
Complimenti alla band quindi:non c’è una sola nota fuori posto in questo album,ma al contrario si respira un’aria di freschezza e di limpida felicità,anche quando la musica suggerisce sonorità più malinconiche(ma ciò,secondo me,avviene di rado,e comunque mai in maniera negativa).
Siamo sicuri che ascolteremo ancora grandi cose da questo gruppo,nel frattempo premiamo nuovamente il tasto”play”e lasciamoci incantare ancora una volta da queste 9 meraviglie in formato canzone.
Webzine