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1) Ci dite un po’ quali sono le vostre principali influenze musicali?

Volendo fare un po’ di nomi: tra i classici e fondamentali sicuramente Pink Floyd e Beatles. Per quanto riguarda lo shoegaze, che è il genere a cui veniamo più accostati, direi gli Slowdive. Andando su cose più recenti direi i Black Angels per le cose più psych, i Tame Impala per il gusto della melodia e gli Have A Nice Life per l’approccio DIY, lo-fi e l’estrema emotività.

2) E come è nata in voi la passione per la musica?

Ho sempre cantato, sin da piccolissimo, perché i miei genitori cantavano spesso a casa, cose tipo karaoke. Ma comunque nessuno suonava uno strumento. Mi sono innamorato della chitarra casualmente a 12 anni, ho imparato poco più tardi a suonare basso, piano e batteria da autodidatta.

3)Prima del progetto Weird. avete mai suonato in altre band?

Sì, io avevo un duo blues/rock chitarra e batteria, Giovanni suonava il basso in un altro gruppo locale, mentre per Massimiliano Weird. è la prima esperienza di band.

4)Come è nato il progetto Weird.?

Dopo aver chiuso l’esperienza col mio gruppo precedente mi sono ritrovato da solo e da lì ho cominciato a sperimentare con nuovi suoni, modi di comporre diversi e mi sono aperto ad arrangiamenti più larghi e a suoni più spaziali, dopo poco tempo mi ha raggiunto Massimiliano alla batteria e Matteo al basso, che è stato sostituito dopo poco più di un anno da Giovanni.

5)Come prendono forma le vostre canzoni?

Solitamente scrivo da solo musica e testi, ma spesso escono fuori cose interessanti anche da jam improvvisate.

6)Parliamo del vostro album A Long Period of Blindness…Come è nato?

E’ nato come sempre nella mia testa, scrivendo la maggior parte dei pezzi con accordature diverse dal solito, e alcuni testi sono rivisitazioni di sogni agitati, la maggior parte sono ricordi, illusioni e speranze in forma astratta, altre ancora immagini sfocate di amori platonici. Come il primo disco l’ho scritto in solitudine nel giro di un anno scarso e poi lo abbiamo rifinito tutti insieme, ci è voluto quasi tutto il 2014 per registrarlo e mixarlo. È un disco che può essere considerato perlopiù oscuro ma ha anche parecchie schiarite.

7)Quale è la canzone di questo album di cui andate proprio fieri?

“Infinite Decay” perché è completa, passa dal riffone distorto a parti più tranquillo nel giro di pochi secondi. Poi direi “Widow” perché mi scava nel profondo.

8)Come è il vostro concerto perfetto? Fate un esempio…

Intro soffuso – Esplosione – Dinamiche alternate – finale col botto che sembra non finire mai.

9)Cosa pensate della scena musicale italiana?

I progetti belli ci sono, ma la maggior parte delle volte manca l’attitudine che i gruppi stranieri hanno, sarà che quando vedo dal vivo gruppi che vengono da fuori mi accorgo di questa cosa, è come se prendessero più sul serio il fatto di suonare in giro, fare dischi ecc. Insomma come un lavoro vero. In Italia, specialmente per artisti di nicchia, è un’utopia vivere di solo musica.

10)Avete progetti per il futuro?
Terzo LP e primo tour europeo!

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