“Le memorie dell’acqua” oltre ad essere disco è un percorso individuale, un’analisi filosofica con la metafora centrale dell’acqua.

La produzione del disco è affidata a Angelo Epifani , mentre la registrazione è stata effettuata presso i Tup Studio di Brescia a cura di Pierluigi Ballarin e presso i Raw Studios di Bologna sempre dallo stesso Angelo Epifani che si è occupato del mix e del mastering.
Testi e musica di Pierpaolo Marconcini , mentre gli arrangiamenti di Pierpaolo Marconcini, Pierluigi Ballarin e Marco Milani . I musicisti che hanno preso parte all’album : Pierpaolo Marconcini (Voce, Chitarra Elettrica, Chitarra Acustica), Marco Milani (Basso), Simone Gelmini (Batteria), Daniela Savoldi (Violoncello), Pierluigi Ballarin (Tastiere, Piano, Synth, Chitarra Elettrica).
TRACK BY TRACK

Santa madre dei miracoli

Giochi di voci, effettistica, chitarra acustica, piano elettrico, per un sound settantiano e dei testi levigati, armonie ben compiute e trascinanti. Gran groove.

Sotto effetto della luna

Brano molto breve, in gran parte strumentale, ma la voce non tarda ad arrivare entro metà brano. Una suggestiva mini canzone con sapienti intrecci di chitarre.

Rita

Bellissima canzone descrittiva, che non fa mai male in un bell’album. “Testa fra le nuvole e mani di cotone”, un brano che nei suoi versi è pura poesia che si sposa con melodie di grande respiro. L’intervento dei fiati dà una forte personalità al brano.

La canzone dell’acqua

Finalmente la metafora dell’acqua del disco concentrata soprattutto in una sola canzone.

Intrepida

Brano intimo, cantautorale, tra chitarra e pianoforte, dove il testo è il punto di forza del brano, insieme all’interpretazione.

Amore bufalo

Questo è stato il primo singolo estratto dell’album e qui abbiamo un’altra metafora, animale che sta a simboleggiare il cambiamento.

La nostra rivoluzione

Evidente la citazione di Blackbird dei Beatles, intro molto delicato.
Molto calzanti gli interventi degli archi nella metà del brano.

Anidride

Brano assai etereo, sospeso, suggestivo nelle liriche e nell’arrangiamento. L’organo hammond finale, quasi…ossigeno per un finale che non fa una piega.

Uomo

Un synth sinistro, quasi spettrale, ma l’evoluzione è rock.
Non dura molto, ma s’interrompe con episodi rilassati di tastiere e contaminazioni elettroniche soffuse ed accattivanti.

Etichetta: SRI Productions

 

BIOGRAFIA

In una Bologna fucina di fermenti culturali, Pierpaolo Marconcini, pubblicitario classe 1983, diventa Lo yeti.
Lo yeti è un essere che vive una realtà fisica manifesta disegnata da noi, in base alle nostre esperienze, alle storie che abbiamo sentito di lui, alle immagini che abbiamo visto. Una creatura leggendaria che prende forma grazie alla soggettività di chi lo pensa, proiettando su di lui ciò che vuole vedere.
Allo stesso modo la sua musica, pur raccogliendo e decodificando ricordi personali, si adatta al vissuto dell’ascoltatore lasciando spazio al significato che ognuno ne vuole trarre.

Il suo percorso artistico spazia dall’alternative rock di stampo americano e inglese al cantautorato indipendente italiano. L’ispirazione e gli ascolti sono dunque vari, dai Wilco a Lucio Battisti, dai Beatles a Umberto Maria Giardini.
Questo eterogeneo background musicale gli permette di vestire ogni brano in modo diverso ed adeguato, per sottolineare l’intimità testuale e l’umore del brano stesso.
Ugualmente la sua voce, avvolgente ed espressiva, lascia un’impronta caratteristica su ogni melodia.
La scrittura musicale de Lo yeti, chitarrista e pianista, è ricca e mai banale, e riesce ad arrivare in maniera immediata e viscerale. L’arrangiamento e la produzione del suono aiutano a creare un’identità forte al progetto musicale.

Grazie all’apporto del bassista Marco Milani, parte integrante del progetto fin dall’inizio che ha notevolmente contributo all’evoluzione dei brani, e del polistrumentista/fonico Pierluigi Ballarin, il progetto Lo yeti si arricchisce di ritmi e forme elettroniche, archi, synth e fiati.
Nel 2016 l’incontro con il musicista/produttore Angelo Epifani porta alla definitiva versione de Le Memorie dell’Acqua, disco d’esordio de Lo yeti.

 

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