A cura di Francesco Lenzi
LOTUS SYNDROME “Iride” (EP)
I Lotus Syndrome sono un quintetto proveniente da Terni,nato dalle ceneri di una precedente formazione chiamata Hedcoxx:fedeli al proprio nome,propongono un rock alternativo venato di rimandi psichedelici ed allo stesso tempo “irrobustito” da improvvisi lampi di potenza sonora.
La title-track apre l’EP ed è anche il primo singolo estratto (del brano esiste anche un videoclip)e ci introduce subito nel magico mondo della band:l’introspezione è padrona del brano,adornata da chitarre ora meditative e riverberate,ora potenti e corpose,oltre che da una sezione ritmica poderosa;la voce è personale e melodica e indaga sulla sfera personale con gusto.
“Vilena” contina su tematiche introspettive:le chitarre si fanno darkeggianti a tratti,ma non viene abbandonata né la potenza né una certa attitudine meditativa,tra hard alternativo e neopsichedelia rivestita di modernità (belli ed incisivi anche i solo chitarristici)…Le liriche continuano il viaggio catartico verso la sfera interiore (“guardo piantare il seme che non mi appartiene/urlare più forte,fa male”),con più chiavi di lettura.
“Medusa” è un brano più diretto,ma allo stesso tempo sempre caleidoscopico e cangiante e con qualche riminiscenza new wave;le liriche sono sempre introspettive (“Credo in un Dio che non sa niente di sé/piango sorridendo quando poi ripenso a te”) e molto evocative,in maniera personale,ma stavolta trapela anche un po’ di ironia.
Con “Tempo artificiale” torniamo alle avvolgenti atmosfere dei primi due brani (bellissimo il flanger della chitarra,una delle caratteristiche riconoscibili del sound del gruppo);è magnifico il modo in cui i Lotus Syndrome diano una propria versione “moderna” della psichedelia,in una maniera del tutto personale che non somiglia ad altre band,sia nella musica che nelle liriche,sempre molto enigmatiche e con una loro poesia visionaria (“arterie urbane sincopate (..) tengono il ritmo dell’uomo artificiale”).
“Valvola mitralica” chiude il disco con stupende malinconie dalla poesia amara (“e non ingoierò mai il dolore/di una giovane madre che partorisce e muore”);ma la potenza non è stata dimenticata,ed ecco arrivare le consuete bordate sonore,che si mescolano alla melodia:un ottimo finale,corposo e deciso,ma dai tratti accattivanti.
I Lotus Syndrome sono davvero una band-rivelazione:ne sono rimasto completamente affascinato e conquistato,per la loro capacità di intessere un tessuto melodico eppure molto particolare e,perchè no,anche raffinato,ma sempre rock,con una bella vena creativa sia a livello di sound che di testi…Sì,perchè in queste 5 tracce nulla è lasciato al caso,tutto è curato nei minimi dettagli.
Da seguire!

