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Nero Alchemist è un gruppo formato da tre, quattro, cinque, sei elementi?
No, è un progetto di una singola persona, stiamo parlando di Silvestro Ascaro, una cosiddetta “one man band” che scrive, compone, canta, suona tutti gli strumenti, registra, mixa e masterizza il tutto nel suo studio!
Fatta eccezione per qualche intervento di alcuni musicisti come Luca Banin, Massimo Fusetti, Massimiliano Maestri.
Il lavoro che vi stiamo per presentare è il “Volume II” perché l’album precedente risale al 2008, ovvero “Experiments VOL.I” pubblicato per la Pirames International S.r.l. , mentre l’attuale lavoro è curato da Mazzarella Office.
Per il momento nessuna pubblicazione presente su Spotify o altri stor e a quanto pare solo per chi contatterà Silvestro durante il mese di luglio, potrà ricevere la sua copia in digital download.
Sito in wix.com e non ho trovato una pagina Facebook corrispondente all’artista, questo la dice lunga sullo spirito d’indipendenza che non scende a compromessi.
In breve, si tratta di hard rock, a detta dell’autore “non convenzionale” e a mio parere è tutto materiale di ottima fattura, anche se ho potuto avvertire un’attinenza abbastanza fedele al genere dove il risultato è sicuramente non banale, ma non così fuori dalla norma, almeno per il mio palato strampalato.

In a While
Si va subito al sodo, il suond è possente e il cantato credibilissimo, da rock-star autentica.

In Sell for Free
Si mescolano i timbri delle chitarre e dialogano tra loro, le melodie si fanno sempre più articolate, anche le strutture sono frutto di un sudato lavoro.

Midnghit sun 
Spicca la presenza di sinth in questo brano, che è comunque molto marginale rispetto a batteria, chitarra, basso, ecc…questo brano ha dell’epico nel suo svolgimento, una carica “eroica” che non dispiacerebbe affatto come colonna sonora.

Democle’s Sword
Silvestro Ascaro è un polistrumentista non da poco e lo dimostra in tutte le tracce dove la tecnica è tutt’altro che elementare.

Under an evil Spell
Qui emerge un tappeto di tastiere molto vicine al timbro dei cori e i toni si fanno sempre più epici rispetto alle tracce precedenti.

A last
Nell’album non ci sono solo brani hard rock, epic, tendenti al metal qualche volta, ma anche grandi melodie estese, addirittura senza batteria, solo chitarra e voci, che poi sarebbe sempre la voce dell’autore sdoppiata, il tutto come preludio al sound che conosciamo già.

Atomic blue
Chitarra solista distorta che esegue poche note come intro, è quanto di più struggente si possa immaginare per un amante del metallo in fase malinconica.
Il suono è roccioso anche a bpm ridotto, groove da vendere in questo pezzo.

Every Time I die
Quel capellone di Silvestro con il suo amplificatore Marshall e le sue chitarre, ci dà dentro.
Un rullante molto presente più del solito che scandisce una ritmica corposissima.
“Ogni volta che muoio”, decadente e poetico.

Burning Bridges
Dopo un intro un po’ stanco e non troppo entusiasmante, si scatena poi in cadenze che danno davvero la carica all’ascoltatore, un po’ alla Deep Purple in alcuni punti.
Cambi di tempo e groove quasi schizofrenici per andatura e tipologia.

Minor God
Si va di nuovo nell’epico con questo “dio minore” e il nostro Silvestro conclude la sua opera in grande stile, dimostrandoci che ci sa fare in tutti i campi.
Gusti o non gusti, questo non gli si può negare.

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