I NODe sono una band nata nel 2011 (da non confondere con i quasi omonimi “metallari” sempre italiani);”Human machine” è il loro secondo album,ed è un dark trip introspettivo nato dopo un momento difficile.
Le suggestioni oscure sono presenti fin dalla prima traccia,”The shift”,anche se rivestite da orecchiabilità pop:tra ipnotici riff glaciali di synth e una sensibilità new wave nel cantato,il pezzo scorre via che è un piacere….Liricamente si affrontano tematiche personali (e questa sarà una caratteristica peculiare dell’album,insieme al particolare sound dei Node).
Anche “Soulsucker” strizza l’occhio a certe sonorità anni ’80,con un pò d’amarezza di fondo (la canzone parla di un’amicizia perduta);”The universe” è più moderna come attitudine (ma anche leggermente più riflessiva),tra synth futuristici e chitarre indie.
Anche “We come in peace” segue un’andatura al passo coi tempi,molto originale nel suo incedere:è una moderna lovestory tra uomo e macchina (o almeno così sembra),con un filo d’inquietudine dettato dal cantato (filtrato dal vocoder).
Le suggestioni anni ’80 tornano su “Dark shadows (I feed the wolves)” che sembra uscire da una b-side dei Duran Duran ;”freepocalypse & easy returns”,invece,evoca il Bowie più electro e nuovamente la new wave,ma con una personalità moderna che fa la differenza.
“Best is coming next” è un invito alla positività,molto frizzante e dai toni più “solari” (c’è un certo flavour british nell’andatura);”A god for humans” è il riflessivo finale,dai toni più sperimentali,una meditazione che s’interroga su vari punti dell’esistenza….è comunque un ulteriore invito alla positività,anche se visto da un lato più “filosofico”.
Un disco interessante che piacerà soprattutto ai cultori di un certo tipo di dark wave,ma che saprà farsi strada anche verso un pubblico più ampio.

