Direttamente dall’Abbruzzo, un gruppo che abbiamo avuto modo di ascoltare a Sanremo tempo fa, esattamente nel 2005, si tratta de La Differenza. Tornano con un nuovo disco, Il tempo non (D)Esiste dove i giochi di parole sono un elemento fondamentale della poetica relativa al disco.
Arrangiamenti molto ricercati, con contaminazioni elettroniche ben miste agli elementi acustici.
Fantastica collaborazione con Edoardo Bennato, che per l’occasione tuttavia appare più morbido e assolutamente consono alle soluzioni musicali dell’opera.
Tira a campare con tanto di armonica a bocca che ha del rock-blues che si sposa benissimo con il ritmo lento e cadenzato miscelando un pop assolutamente canonico con contaminazione vagamente “trap” nel ritornello e questa appare una trovata originale.
Trappole miscela con grande maestria inflenze come cajun, rock, country, train, pop anni Ottanta, dove una chitarra acustica non distorta è il leit motiv di tutto il brano, incontrandosi e scontrandosi con quel synth folle e ossessivo. Preziosissima collaborazione con Eugenio Finardi.
Sole spento è una splendida cover: chi ha vissuto una certa “epoca” come si può non ricordare il successo dei Timoria.
Versione a bpm riposato, avvolgente e raffinata.
Raggiungiamo alte sfere di ricerca elettronica ed accurati intrecci con Molecolare ; bellissimo bridge “sospeso”.
Ritornello “acustic-dance-rock” perché si gioca continuamente con i generi, strizzando l’occhio vagamente ai Subsonica.
Poco più di tre minuti per “Io ti cercherò” che è pieno di spunti vari, tra rock, sinfonia, pop cantautorale tra piano e chitarre.
Duetto con Alex Britti per un riarrangiamento di “Fortuna che non era niente”, un suo brano del 2000 tra l’altro, nell’originale molto acustica e più lenta a livello di bpm. Questa versione ha davvero un groove potente che dà una grinta non indifferente a questa nuova versione.
Sound piacevolmente bastardo per “Non farò mai quello che vuoi” tra rock ed elettronica, brano ballabile, quasi da pogo.
Con un pizzico d’ironia nel testo che non guasta mai.
Notturna e misteriosa questa “Se mi vuoi” con quella spinta rock nel ritornello che fa volare il pezzo al momento giusto, senza tralasciare momenti lirici con interventi di piano soffuso, in parte a metà, ma soprattutto alla fine.
Ballabilissima più che mai, questa “Oh oh oh”, da discoteca quasi, io ci farei cantare, duettando…Raffaella Carrà.
Bellissimo il “drop” a un certo punto del brano dove il rullante sembra quasi esplodere.
“E’ tardi” , forse è per questo che il brano sembra volersi “sbrigare” con un bpm spedito e un’atmosfera mattutina, tale da finire dritta ipoteticamente in una playlist di Spotify “il caffè del buongiorno”.
Stupenda versione di “Le Louvre”, ai tempi presentata da Diane Est (Cristina Barbieri), meteora degli anni Ottanta, conosciuta per successi come “Diamanti”, “Tenax” . Il brano è stato rivisitato da Prezioso nel 2004 in versione techno.
Il brano è stato scritto ai tempi da Enrico Ruggeri che, udite udite, duetta nel brano stesso, con Falcone.
Una chicca irrinunciabile che chiude il disco in bellezza.
Un disco ricco, ricchissimo di sorprese, duetti, collaborazioni importanti, arrangiamenti che brillano, tanti piccoli, grandi elementi che…fanno la differenza!

 

 

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