SAKEE SED”ceci n’est pas un ep”(Appropolipo records,EP)
Chi segue assiduamente il nostro blog,si ricorderà sicuramente dei Sakee Sed.
Erano mesi che vi avevamo anticipato che sarebbe uscito un nuovo,succoso EP di questi rockers bergamaschi….ed infatti ecco qua che finalmente per Appropolipo records esce”ceci n’est pas un ep”,5 tracce eccellenti,in cui i Sakee Sed esprimono tutto il loro amore per il rock&roll(e,naturalmente,la loro personale visione dello stesso).
L’inizio affidato a “Boccaleone”(che era stata anticipata da un divertente videoclip qualche mese fa)non lascia dubbi a riguardo,e come l’artwork del disco stesso rimanda ad atmosfere anni ’70, trattate però con la consueta esuberanza e ironia tipica dei Sakee Sed.
“Il mio altereggae”è il singolo apripista,ed è appunto un reggae-rock fumoso dalle tinte psichedeliche,in cui la band crea una sua personale visione della musica in levare(e di altre influenze “roots”) e dà sfoggio alla propria creatività con delle liriche molto originali che sono un vero torrente in piena(“sei un pedone/due di spade/scacco matto/un falso full”).
“Metal Zoo”è un hard rock anch’esso molto settantiano,in cui predominano sonorità fuzz e influenze Ac/dc e Who(e improvvise impennate quasi stoner)a sfondo di un testo introspettivo e ironico al tempo stesso(“Zombie sarò/notti non mancano qui/vortice avrò/i falsi m’intascheranno”),che vedono una band brillante al top dell’energia e dell’attitudine R&R .Non c’è che dire,un pezzo esplosivo e ben riuscito.
C’è anche tempo per un blues stralunato dalla melodia scura ,”Olderifa express”,in cui la personale indagine interiore si fa più marcata(“portavi un sapore di un te che non so/guardando un sapone di anemone”):il brano ha l’atmosfera della jam notturna,e chissà che non sia nato proprio durante un’improvvisazione al calar del sole(ed in questo senso si ricollega all’atmosfera del singolo,ma in chiave più malinconica).
Influenze tra vintage rock&roll e il country più paludoso ritornano su “Jimmy s’è perso nel delirio”una sorta di sessione alcoolica tra un Elvis invasato e dei Creedence Clerwater Revival in acido;un divertissment di nemmeno due minuti,che rende bene l’idea dell’attitudine da veri rockers dei Sakee Sed,sempre col sorriso tra le labbra nel creare e nel fare musica(e ciò traspare in maniera evidente,ed è un grande pregio).
Il finale è affidato a sonorità più ombrose ma senza rinunciare alla melodia:”Strappi bianchi”è ottimamente congegnata e ritornano per un attimo i sentimenti introspettivi(“ma quante case intorno a te/nessuna fa per me”),con una coda strumentale che vede la band in grande spolvero e un riff scurissimo,ma allo stesso tempo irresistibile.
I Sakee Sed quindi,non deludono le aspettative,rivelando un’abilità nel fare musica,che ricorda la dorata stagione del rock:ma se è innegabile che le influenze seventies di cui parlavamo all’inizio ci siano,è altrettanto vero che i Sakee Sed le mescolano e le reinterpretano con una propria personalità e con gusto:e come accennavo prima,questo è uno di quei dischi in cui il divertimento ed il piacere di fare musica è trasparente,palpabile.
Quindi:se amate un certo tipo di attitudine e di sonorità rock&roll,questo è il disco che fa per voi.
Grintoso quanto basta,onesto fino all’osso,suonato con le palle e con il sudore:i Sakee Sed convincono,e lo fanno con stile ed ironia,ma senza banalità.
5 canzoni perfette per essere eseguite dal vivo e…..chissà cos’altro bolle in pentola nella geniale follia creativa dei Sakee Sed…noi continueremo a seguirli e nell’attesa di prossime novità,torniamo ad assaporare questi pezzi,a cui è veramente impossibile resistere(e anche stare fermi,se non fosse per il fatto che sto scrivendo….:D )
Ps:Ricordiamo che il disco è disponibile in free download sul sito della band:
SAKEE SED”ceci n’est pas un ep”(Appropolipo records,EP)
Chi segue assiduamente il nostro blog,si ricorderà sicuramente dei Sakee Sed.
Erano mesi che vi avevamo anticipato che sarebbe uscito un nuovo,succoso EP di questi rockers bergamaschi….ed infatti ecco qua che finalmente per Appropolipo records esce”ceci n’est pas un ep”,5 tracce eccellenti,in cui i Sakee Sed esprimono tutto il loro amore per il rock&roll(e,naturalmente,la loro personale visione dello stesso).
L’inizio affidato a “Boccaleone”(che era stata anticipata da un divertente videoclip qualche mese fa)non lascia dubbi a riguardo,e come l’artwork del disco stesso rimanda ad atmosfere anni ’70, trattate però con la consueta esuberanza e ironia tipica dei Sakee Sed.
“Il mio altereggae”è il singolo apripista,ed è appunto un reggae-rock fumoso dalle tinte psichedeliche,in cui la band crea una sua personale visione della musica in levare(e di altre influenze “roots”) e dà sfoggio alla propria creatività con delle liriche molto originali che sono un vero torrente in piena(“sei un pedone/due di spade/scacco matto/un falso full”).
“Metal Zoo”è un hard rock anch’esso molto settantiano,in cui predominano sonorità fuzz e influenze Ac/dc e Who(e improvvise impennate quasi stoner)a sfondo di un testo introspettivo e ironico al tempo stesso(“Zombie sarò/notti non mancano qui/vortice avrò/i falsi m’intascheranno”),che vedono una band brillante al top dell’energia e dell’attitudine R&R .Non c’è che dire,un pezzo esplosivo e ben riuscito.
C’è anche tempo per un blues stralunato dalla melodia scura ,”Olderifa express”,in cui la personale indagine interiore si fa più marcata(“portavi un sapore di un te che non so/guardando un sapone di anemone”):il brano ha l’atmosfera della jam notturna,e chissà che non sia nato proprio durante un’improvvisazione al calar del sole(ed in questo senso si ricollega all’atmosfera del singolo,ma in chiave più malinconica).
Influenze tra vintage rock&roll e il country più paludoso ritornano su “Jimmy s’è perso nel delirio”una sorta di sessione alcoolica tra un Elvis invasato e dei Creedence Clerwater Revival in acido;un divertissment di nemmeno due minuti,che rende bene l’idea dell’attitudine da veri rockers dei Sakee Sed,sempre col sorriso tra le labbra nel creare e nel fare musica(e ciò traspare in maniera evidente,ed è un grande pregio).
Il finale è affidato a sonorità più ombrose ma senza rinunciare alla melodia:”Strappi bianchi”è ottimamente congegnata e ritornano per un attimo i sentimenti introspettivi(“ma quante case intorno a te/nessuna fa per me”),con una coda strumentale che vede la band in grande spolvero e un riff scurissimo,ma allo stesso tempo irresistibile.
I Sakee Sed quindi,non deludono le aspettative,rivelando un’abilità nel fare musica,che ricorda la dorata stagione del rock:ma se è innegabile che le influenze seventies di cui parlavamo all’inizio ci siano,è altrettanto vero che i Sakee Sed le mescolano e le reinterpretano con una propria personalità e con gusto:e come accennavo prima,questo è uno di quei dischi in cui il divertimento ed il piacere di fare musica è trasparente,palpabile.
Quindi:se amate un certo tipo di attitudine e di sonorità rock&roll,questo è il disco che fa per voi.
Grintoso quanto basta,onesto fino all’osso,suonato con le palle e con il sudore:i Sakee Sed convincono,e lo fanno con stile ed ironia,ma senza banalità.
5 canzoni perfette per essere eseguite dal vivo e…..chissà cos’altro bolle in pentola nella geniale follia creativa dei Sakee Sed…noi continueremo a seguirli e nell’attesa di prossime novità,torniamo ad assaporare questi pezzi,a cui è veramente impossibile resistere(e anche stare fermi,se non fosse per il fatto che sto scrivendo….:D )
Ps:Ricordiamo che il disco è disponibile in free download sul sito della band:http://www.appropoliporecords.it/sakeesed-nuovo-ep/ .Nello stesso sito,potrete anche ordinare la versione in vinile del disco,in edizione limitata.
Infine,ultimo ma non ultimo,ricordiamo che nel disco oltre ai Sakee Sed stessi(Marco Ghezzi e Gianluca Perucchini),hanno partecipato come ospiti Jonathan Locatelli alle chitarre e Guido Leidi,

 

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