Cover

Recente uscita per la Bananophono Records, il 20 febbraio 2015, Ep omonimo della band marchigiana Spirale.
Si oscilla tra lo sludge (“fangoso”) metal, la psichedelia, lo stoner.
Si parla di un power trio composto da Loris Cericola, Giorgio Balestrieri e Stefano Rutolini e Stefano Rutolini
Gli Spirale sono anche i trionfatori dell’edizione 2014 del contest per band emergenti “Il Mangiadischi”, promosso dall’associazione culturale “Nufabric – ingegneria creativa”.

Prima di iniziare con l’analisi dei brani, visto che è mia consueta abitudine ascoltare un disco almeno due volte prima di recensirlo (il primo superficiale o comunque non “mentale”, il secondo approfondito), faccio delle considerazioni generali, assolutamente personali che mirano ad individuare “pregi” e “difetti”.
Metto tra virgolette perché la creazione musicale necessita di grande rispetto e qualsiasi opinione va sempre presa con le pinze, in quanto sono dell’avviso che la creatività è un atto dittatoriale e necessita di imporsi per come nasce.
I pregi: il disco rende benissimo l’idea del “fangoso”,  le tracce risultano essere oscurissime, chitarre distorte eccezionali.  Tutti musicisti impeccabili, nulla da dire.
Difetti: non capisco i testi, non a livello semantico, ma…acustico !
Entusiasta del fatto che fossero in italiano, non riesco a distinguere una parola, se non una ogni tanto, a meno che non fosse una scelta voluta.
In ogni caso, occorrerebbe che le parole, seppur in un growl estremo e fangoso, fossero intellegibili per il fruitore.
Per quanto mi piaccia molto il genere, non riesce a farmi saltare dalla sedia, probabilmente per la ripetitività non funzionale di alcune soluzioni armoniche.
L’assenza di particolari virtuosismi non è affatto invece una nota negativa, in un disco è giusto ciò che è utile allo scopo emozionale e comunicativo.
Il suono è abbastanza curato nel complesso, soprattutto la parte strumentale.

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Bene, audiofolli : play.

Ossa ha un incipit interessante di chitarre alienanti e psichedeliche, il tutto che si fonde con delle ritmiche sospese, un sound annegato in un delay folle che sfocia in un loop devastante, sicuramente un intro vincente. Il brano risulta un po’ monotono nel complesso, forse a diciassette anni l’avrei apprezzato molto di più.

Sbiadire segue un po’ l’ottica compositiva della precedente con delle soluzioni armoniche sospese di chitarre acustiche che si trasformano in distorte, una ritmica lenta e cadenzata, un cantato che tarda ad arrivare, inizia sussurrando e poi si espande in un urlato (se mixato meglio affinché intellegibile), assolutamente di ottima performance.

Rumori d’umore dal titolo sicuramente emblematico, un gioco di parole riuscito, un intro di una componente noise per cui il brano si carica di una forza espressiva nuova e riuscita. Il discorso fatto precedentemente vale ancora, ripetitività ed eccessiva durata dei brani non funzionale alle reali necessità comunicative.

Il Cosmo E La Morte è un chiaro manifesto d’intenzioni tematiche, un vero e proprio tratto distintivo inequivocabile, più degli altri brani.
Testo in inglese, titolo in italiano, scelta stilistica che non condivido. Ancora ripetitività non funzionale.

Stato Embrionale suona più “death” degli altri brani, mi coinvolge più delle altre tracce, ad essere sincero.
Si distinguono anche più le parole, anche la struttura del pezzo si fa più interessante: in una spirale di noia, la mente dell’ascoltatore si risveglia e finalmente si gode un po’ l’ascolto. Non ho dubbi, questa è la vera “hit” del disco, il pezzo forte, quello che riascolteresti volentieri.

Dentro al Cerchio dura 14 minuti e 35 secondi, questo mi spaventa un po’, lo ammetto.
Eppure sono un ascoltatore di brani ambient di ore ed ore, litanie etniche infinite, complessi e sostanziose produzioni epic metal, brutal e altre produzioni elettroniche dalle durate improponibili. In questo caso, non riesco ad entrare alle emozioni per così a lungo: vorrei rimanerci nel cerchio, ma qualcosa mi spinge ad uscirne.
Il finale invece mi piace e molto: grande anarchia sonora ben dosata.

Foto band    Foto band 2

 

Info
USCITA: 20 febbraio 2015
PROVENIENZA: Fermo/Macerata (Italia)
GENERE: Sludge, stoner metal
LABEL: Bananophono Records
FACEBOOK: https://www.facebook.com/pages/Spirale/331303026980367?fref=ts
CONTATTI: spiraleossa@gmail.com
STREAMING: https://spirale1.bandcamp.com/album/spirale
https://soundcloud.com/spirale-3/sets/spirale
TRACKLIST

1. Ossa
2. Sbiadire
3. Rumori D’umore
4. Il Cosmo E La Morte
5. Stato Embrionale
6. Dentro al cerchio

LINE-UP
– Loris Cericola (voce e chitarra)
– Giorgio Balestrieri (basso)ù
– Stefano Rutolini (batteria)

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