AGOSTO-SENZA-UOVO

La biografia ve la sparo a fine recensione, rubandola impunemente dal sito degli artisti Tange’s Time.
Si, dovete cliccare sul nome del gruppo per andare sul loro sito, non devo dirvi tutto io.
Adesso fiondiamoci immediatamente in un ascolto ignorante per non essere condizionati dalle notiziole che introducono i gruppi e allora play e via…ve l’ho messo nell’articolo, come sempre.
Il primo brano è un intro di “musica concreta”, ovvero degli effetti bucolici ambientali, in linea con le immagini dell’album, con il titolo e la stessa copertina.
L’america di Derna che inizia con una chitarra ritmica cadenzata che sfocia in un rockettino niente male e basso slappato…il testo si preannuncia gustosamente demenziale.
Bellissima la coda dal gusto house, coniuga la cassa elettronica alla batteria acustica, mentre un vocoder in stile Kraftwerk dà un bel godere, devo dire.
Il tutto condito da dei cori simil-arabi, infatti Derna è una cittadina della Libia nord-orientale.
Ho conosciuto una Teepa è già demenziale dal titolo e il testo diverte, il tutto si sposa ad un grande groove, il cantato davvero espressivo e azzeccatissimo. Soprattutto quando delira, pronunciando “teepa”.
Si parla di “due di picche”, abbiamo un po’ di Skiantos, un po’ di Gem Boy, un po’ di Elio e Le Storie Tese…ottimi suoni, tecnica musicale, finale comicissimo che vi evito di spoilerare.
Animaletto ha del blues fin dalle prime battute, viene in mente il mondo di Elio, “Il vitello dai piedi di balsa”, bellissimi i passaggi di organo hammond. Esilarante anche questo finale parlato, gustatevelo.
Sigaretta elettrica dall’intro altamente onomatopeico che sfocia con un bel ritmo sostenuto e grintoso, ritornano i cori, i suoni del vocoder, il groove delle chitarre distorte tra il blues e il rock.
Ancora una volta il finale divertente, dal gusto low-fi.
La bocca porta avanti sempre il discorso demenziale alla Cocky e Renato “la gallina è un animale intelligente…”, Enzo Iannacci, Noi Nati Male ecc
M.n che vorrà dire? Un intro di un minuto strumentale, cambi di tempo compresi e poi un cantato irriverente e squinternato, con cori urlati dal gusto punk. Ah, ho capito!
Mamma, mamma Nina…! E’ questo il significato dell’acronimo…”da piccolo avevo sempre paura di te”.
Sasà salsiccia : già il titolo mi fa sbellicare, parodia di “Sasà Salvaggio”, credo.
“Sasà salsiccia le mette tutte in fila”…allusioni sessuali? Effetto ironico sottolineato dal tono “lirico” nel ritornello…nonostante gli argomenti “bassi” non viene mai trascurato nessun aspetto della produzione, dall’arrangiamento, ai suoni, alla performance.
Notte a Capri: bellissima atmosfera con un assolto di tromba di grande effetto, degli accordi di organo, segue un assolo di chitarra distorta in stile Santana ai tempi di “Europa”.
Pezzo semi-strumentale di grande impatto dove il cantato emerge solo dopo ben due minuti, un parlato caldo e “fascinoso”, anche se un filo di ironia si percepisce sempre nell’aria leggerissima che man mano diventa sempre.
Dopo “Notte a Capri, stanotte ti accompagno in posti sacri…puoi chiamarmi Rocco…ti presto il mio labello”, il tutto con un recitato “a presa di culo” dell’hip hop pacchiano; grande intelligenza in questa operazione che coniuga il demenziale al fare musica “con le palle”.
Ragazzi, stiamo parlando di un pezzo di 13 minuti e 35, si potrebbe scrivere una recensione solo su questo brano…ma io me lo ascolto tutto, non faccio mica zapping. Ne vale la pena.
Dopo 5 minuti, parentesi di musica strumentale e poi…silenzio!
Citazione addirittura dei Metallica…di “Master of Puppets”…e ancora silenzio! Ma cosa succederà…
Traccia fantasma? Attenzione, spunta la marcia dei Bersaglieri (non vorrei sbagliare…), dopo un applauso e i 7 minuti…una nota di lirica non-sense, di nuovo un applauso, la marcia dei bersaglieri che s’inceppa e una voce low-fi che parla di animaletti.

 

Fino alla fine “cazzeggiamenti” di ogni tipo in un collage folle, dadaista e descrittivo di una notte a Capri i cui avvenimenti sono noti davvero solo a chi li ha vissuti.
Questo è un disco ricchissimo, siamo già all’ottava traccia, Il Topo che ha un sound che sembra il folle incrocio tra 883 , Jovanotti dei primi dischi, Francesco Salvi di “C’è da spostare una macchina” e i Litfiba degli anni d’oro.
Carattèri è una sorta di rock-swing dove i musicisti mostrano a pieno tutta la loro abilità e un arrangiamento pieno che contiene anche una bella sezione di fiati, dove affiorano citazioni divertenti del tipo “Stop con i Rolling Stone, Stop coi Beatles Stop” e vari giochi nelle liriche, vedi anche lo spostamento d’accento carattèri anziché caratteri;
I primi giorni dell’asilo è forse la più onomatopeica ed estremamente introspettiva, pur nella sua demenzialità riesce ad essere un trip da brivido nell’inconscio dei ricordi più lontani ed estremi.
Sembrerà assurdo, ma personalmente è il brano che mi ha provocato più brividi in assoluto, ha un che di profondo, quasi come fosse un mini trattato di psicologia dello sviluppo, senza abbandonare tutti i tratti scanzonati del progetto e poi finalmente un po’ di sana elettronica a tratti psichedelica.
Kataklisma è un trascinante e buffo brano da balera, dall’atmosfera “russa”, sembra di vedere i ballerini eseguire quel tipico ballo tradizionale, non mancano infatti fisarmoniche come se piovesse e i cori “lirici”.
Divertente finale, come sempre, una mosca, un insetticida, il brano in sordina.
Una mosca…per ricordare…Mosca? Una bonus track davvero sfiziosissima.
Che dire di questo disco? Mi ha colpito, è raro oggi trovare dei lavori che lascino il segno e che riascolteresti. Apprezzo l’intelligenza e l’originalità, anche quando si fanno cazzate.
Disco di grande valore: 10 e lode.

 

TANGE’S TIME – BIOGRAFIA

I Tange’s Time nascono a Carpi (Modena) nel ’77, nel ’78, e nell’84, tutti da parto naturale (e da mamme diverse). Le origini del gruppo sono tuttavia avvolte nel mistero. C’e chi dice che il gruppo esistesse già dai primi anni 90, durante i quali avrebbe realizzato, in maniera del tutto LO-FI, almeno 4 o 5 dischi, tutti rigorosamente irreperibili e con chissà quale formazione. È comunque solo dal 2007 che il gruppo trova la propria identità e inizia a suonare in pianta stabile, intraprendendo un intensa attività live atta a promuovere la propria originale musica: non un genere vero e proprio, ma un mix di musica delirante che si fa largo tra vari generi; alcuni potrebbero definirli, sbagliandosi, “demenziali”, di sicuro quello che non manca al gruppo è un attitudine rock, forse quasi punk. Difficile in ogni caso descrivere i Tange’s Time a parole… i Tange’s Time vanno visti dal vivo. Già, perché è proprio sul palco che la band dà il meglio di sé, proponendo non un semplice concerto, ma un vero e proprio show capace di intrattenere e divertire gli spettatori; uno spettacolo delirante, ma allo stesso tempo innovativo e originale (si narra di apparizioni di Orsi Neri e Maiali col cappello da Chef e qualcuno giura persino di aver assistito ai Funerali di Laura Palmer durante lo show). Performance che stupiscono e trascinano, dove largo spazio viene dato anche all’improvvisazione (ogni live può essere una sorpresa..) ma nelle quali comunque la musica rimane la vera protagonista, e le canzoni del gruppo rappresentano lo scheletro vero e proprio su cui si costruisce tutto. E mai ti aspetteresti di sentire canzoni con testi di denuncia sociale vera e propria, come “Frutta” o “Kataklisma”: ascoltare per credere. Rimarrete certo un po’ storditi e sorpresi la prima volta che vi imbatterete nei Tange’s Time: “dove sono capitato?”, “chi sono loro, che ne sarà di me?” sono tutti quesiti normalissimi al primo impatto… ma è proprio questo lo stile usato dal gruppo per lasciare un’ impronta. Nel 2009 la band, spinta dagli ottimi risultati ottenuti in fase “live”, decide di realizzare il primo vero Ep autoprodotto dal titolo: “Termometro per uso felino”. Un disco che è stato definito “un frullato tra rock demenziale e musica d’autore, un assalto sonoro fra citazioni e testi sopra le righe”. Un disco che in copertina lancia anche un personaggio surreale, quel CANEXOTIC destinato a rimanere incollato a lungo all’immagine della band. Il 2010 e il 2011 sono anni caratterizzati da un’intensa attività live, che vede il gruppo portare in giro il proprio spettacolo tra le province di Modena, Reggio Emilia e Bologna. Sono anni importanti che infondono nella band consapevolezza e affiatamento, e un numero sempre maggiore di consensi di pubblico. Una crescita personale e artistica che vede il suo culmine nel concerto di capodanno in Piazza Grande a Modena, in apertura ai Modena City Ramblers.Sempre nel 2011 il brano “Kataklisma” viene incluso nella compilation Sonda vol.2 , progetto del Centro Musica di Modena prodotta da Marco Bertoni. Nel maggio del 2013 iniziano le registrazioni del loro primo disco intitolato “Un Agosto Senza Uova”, disco che vanta le partecipazioni illustri di Enrico Pasini (Beatrice Antolini, Ero, Na Isna), Gianluca Magnani (Flexus) e Mattia Tarabini (Padre Gutierrez). Il disco è stato registrato e coprodotto in collaborazione con Federico Truzzi (www.federicotruzzi.com) presso i LEMONHEAD STUDIO’S di Soliera (MO) e masterizzato da Roberto Priori ai PRISTUDIO’S di Bologna. “Un Agosto Senza Uova” uscirà ufficialmente il 29 Novembre 2013 e sarà disponibile sia in formato fisico che in digital download. Il disco, molto più curato a livello di arrangiamenti e scrittura, contiene 13 tracce che lasciano invariato lo spirito burlesco del gruppo, ma che dimostrano, rispetto al precedente EP, un effettivo salto di qualità (se non stessimo parlando dei Tange’s Time si potrebbe quasi parlare di “maturità”). Di sicuro un nuovo punto di partenza per la band. “ Tutti t’investono e poi frenano dopo…” Capirete anche voi. I TANGE’S TIME sono: SIMONE TANGERINI: voce ENRICO GHERLI: chitarre DIEGO DESSI: chitarre ENRICO POLI: basso MATTIA

A cura di Giovanni Biluè D’Iapico

 

Webzine