A Softer Skin EP, album uscito lo scorso 3 dicembre, fa parte del progetto solista “The Heart and The Void” del chitarrista e cantante Enrico Spanu.

Si riscontra da subito una spiccata abilità chitarristica nonché una buona vocalità con il brano “The same mistake”.
Ascoltando l’album per intero, si può notare una grande vicinanza al folk e al country americano.
A questo proposito mi piacerebbe citare Woody Guthrie e Johnny Cash, due grandi artisti che hanno contribuito rispettivamente al folk e al country, e di cui consiglio di ascoltare qualche canzone.

L’album è costituito da sei brani trattanti – tutti, nessuno escluso – del più grande e diffuso tema del mondo: l’AMORE!!!

 L’amore come un errore in cui si ricade continuamente
 Un amore passato ma mai realmente dimenticato
 Un amore filiale
 Un amore verso una persona che ormai non lo ricambia più
 Un amore verso una persona che non si potrà mai avere
 Un amore incondizionato per il quale si rinuncia a tutto.

BASTA!!!!!
SOLO AMORE!!!!!
NON SE NE PUÒ PIÙ!!!!!

Tuttavia, ascoltando per bene, non esiste una canzone che possa essere definita “classica” e hanno tutte un po’ di pessimismo e tristezza all’interno – eccezion fatta per “Love her like the morning”.

L’album, in generale, risulta armonico e orecchiabile, “anche molto bello” … forse però … fin troppo RIPETITIVO.
Analizzando l’album brano per brano, si possono notare pregi e difetti di ogni singola canzone.

THE SAME MISTAKE
È il pezzo che apre l’album. Dà subito un tocco di musica “allegra” … sebbene il pezzo, in realtà, sia triste. La parte vocale è molto melodica ma si sente, purtroppo, l’uguaglianza tra le strofe e i ritornelli – musicalmente parlando.
Si può fare un appunto positivo per quanto riguarda il ritornello finale dove si sente finalmente un pezzo di canzone cantato con energia.

GIRL FROM THE CITY BY THE SEA
È sicuramente migliore del primo brano. È un pezzo duettato con la cantante Giulia Biggio e presenta sin da subito un giro armonico di chitarra orecchiabile.
Unico difetto, ma non per questo irrilevante, è che sembra poco studiato.
Cioè: sono stati trovati degli accordi, sono stati suonati e cantati … senza pensare a fare qualcosa di originale.
Insomma … si poteva fare meglio!

LOVE HER LIKE THE MORNING
Si tratta di un pezzo molto simile ai due precedenti.
Ribadisco ancora: PIÙ ORIGINALITÀ (e diversificazione) NON GUASTEREBBE!!
Per il resto, è orecchiabile e ti entra subito in testa. Forse con qualche synth o strumento in più sarebbe potuta uscire meglio.

THIS TUNDER
È il secondo pezzo duettato con Giulia Biggio.
È già più studiato dei precedenti: la batteria è il valore aggiunto. Molto bella è anche la traccia della chitarra solista che movimenta la canzone, altrimenti immobile. Apprezzo soprattutto la scelta di lasciarla più come “sfondo” che come tema principale.
Orecchiabile e cantabile, è anche veloce. È questo quello che mi piace di più di questa canzone: la velocità!

DOWN TO THE GROUND
È sicuramente il pezzo più “ROCK”.
Non vogliatemi male: non intendo assolutamente dire che il pezzo è rock ma è il primo brano dell’album in cui sento una vera chitarra elettrica e un tocco di originalità.
Tanti punti a questa canzone che mi piace molto.

A SOFTER SKIN
È il pezzo che dà il titolo all’EP.
Cantato molto bene e sentitamente, il pezzo risulta a tratti bello a tratti noioso.
Il difetto principale di questa canzone non sta nelle parole né nella musica bensì nella velocità.
Nel frattempo che ho sentito la canzone si sono succeduti due papi.
Per carità i lenti sono belli e orecchiabili (a volte anche ballabili) ma “I LENTI” … questo NON è un lento, è una lumaca anziana che non ce la fa più a muoversi e che neanche un po’ di RED BULL potrebbe farla muovere.

CONCLUSIONI
L’album è bello, orecchiabile e ballabile, ma troppo ripetitivo. Il mio desiderio è che nel prossimo EP vengano presentate tracce più originali … sì country e folk, ma misto al rock, al blues e chi più ne ha più ne metta.
Per il resto, nonostante sia a tratti noioso, è migliore di tanti altri album NON EMERGENTI ma non voglio fare nomi.
Quindi, il mio consiglio è di ascoltarlo o per lo meno di seguirlo, perché sono sicuro che arriveranno tracce molto belle da questo giovane emergente sardo.

BIOGRAFIA
The Heart and the Void è il progetto solista indie-folk del cagliaritano Enrico Spanu.
Gli elementi alla base di tutto sono il folk americano e le melodie pop per creare una musica con approccio minimale, dove voce e chitarra sono gli elementi essenziali delle composizioni, accompagnate da liriche che affrontano contrasti e contraddizioni dei sentimenti, come il nome stesso vuole suggerire: il cuore come simbolo delle emozioni, dell’amore, della speranza e il vuoto a rappresentare l’oscurità, la mancanza di punti di riferimento e radici.
Ha prodotto un EP, Like a Dancer, allo Sleepwalkers Recording Studio di Guspini, registrato da Gabriele Boi e masterizzato da Gus Elg del Sky Onion Studio di Portland (USA) uscito il primo novembre 2013.
Il primo tour di The Heart and the Void è iniziato a novembre, con l’apertura al concerto di Miles Kane ai Magazzini Generali di Milano, ed è proseguito per circa 40 date, tra cui l’apertura a Johnny Flynn al Circolo Magnolia e Callmekat allo Studio Foce di Lugano, ed è terminato con la partecipazione al Mondo Ichnusa il 26 luglio 2014.
Il 3 dicembre è uscito A Softer Skin, il suo secondo EP per l’etichetta Sangue Disken, registrato al Blend Noise Studio.

 

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