Salve audiofolli, ecco a voi un disco uscito da poco più di una settimana: il 9 ottobre.
Questo album, Post Shock, è la dimostrazione che iniziative come Musicraiser funzionano. Ebbene sì, si tratta di crowdfounding.
Stiamo parlando del progetto YATO, un’autoproduzione che contiene sette tracce inedite.

– Elettro hardcore – Sound possente, cantato trascinante e un master di una brillantezza davvero invidiabile.
– Idolatrina – Giochi di parole, arrangiamenti complessi con soluzioni creative frutto di oculati intrecci sonori.
– Dub-bi song – Ci addentriamo, come da titolo nel genere “dub” anche se le influenze sono molteplici, a tratti suggestioni cinematografiche.
– Le teorie possibili – Il brano va gustato fino in fondo, verso la seconda metà della traccia ci inoltriamo in un trip sonoro fuori dal comune.
– Consciok – Nel bel mezzo dell’album, viviamo lo “shock” o meglio “sciok” come da titolo, in profondità e in tutte le sue sfumature.
– Intro me – L’atmosfera è soft, l’atmosfera è raffinata per un brano strumentale che si evolverà in potenza, complessità, pulizia.
– Post – Un sad piano vagamente ambient si fonde a una ritmica lenta e devastante, un cantato doloroso e di grande enfasi.
– Ormonauti Rmx – Un remix davvero metropolitano all’ennesima potenza, percezioni dub contaminate da imprevedibili influenze, una delle tracce più efficaci del disco, si ascolta dall’inizio alla fine dove non muoversi è impossibile.

Se anche voi volete “shockarvi”, ascoltatevi tutto d’un fiato questo “post shock”.

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