GIORGIENESS”Noianess EP”
Cosa accade quando un’interessante e nuova cantautrice,è stanca della sua veste”solista”e mette su una nuova,massiccia band per suonare le sue canzoni?
Succede….il miracolo!
La storia potrebbe avere i contorni della fiaba rock e non è detto che non lo sia….a parte tutto,non è dissimile a quello che è successo a Giorgie D’Eraclea,notevolissima songwriter e cantante/chitarrista dalla scrittura interessantissima e cristallina,dotata di grande verve e grinta.
I Giorgieness si formano proprio quando Giorgie,stanca delle sue precedenti esperienze,cerca dei nuovi musicisti in grado di dare”colore”e risalto alle sue canzoni;finalmente li trova a Giugno 2011 nelle persone di Samuele Franceschini al basso e Andrea De Poi alla batteria.
Di lì a poco la band comincia a suonare dal vivo,e oggi arriva al primo EP,a cui hanno partecipato anche Brian Burger alle tastiere,Andrea Maglia al basso e Luca Radaelli alle seconde chitarre.
E non si pensi che sia un mero e semplice lavoro”solista”:nonostante Giorgie D’Eraclea sia la frontwoman/leader e l’autrice “primaria”del materiale,Giorgieness è un vero gruppo,e come gruppo è un’autentica”macchina di passione”rock.
Questo EP è un esordio incredibile;la band dimostra un’incredibile maturità e sfodera quattro poderose tracce imperdibili.
Il viaggio parte con”Sai parlare”,dagli intriganti arazzi chitarristici;tra giochi infiniti di chiaroscuri,su una melodia avvolgente dettata dall’acustica,la voce di Giorgie accarezza e allo stesso tempo lacera l’anima,a volte dolce,a volte aggressiva.
Le memorie personali si rincorrono in un cerchio introspettivo,tra rabbia ed emozione(“se solo avessi guardato più a fondo/io di sicuro sarei rimasta zitta/non so guardare/c’era più anima sotto quel grasso/ora da lucida vedo tutto/anche se sai parlare”)in un pezzo di grande fascino,che potrebbe essere un fortissimo singolo,totalmente rock ma con una melodia che si ficca in testa e non ne esce più,sposata ad una grinta reale,sincera,palpabile.
“Magari stasera”mescola delle sonorità quasi sixties a lampi alternativi,con grande attitudine aggressiva,ma senza perdere di vista la melodia rock e la forma canzone.
La storie personali sono sincere fino alla crudezza(“Magari stasera ti chiamo/ho visto che ho finito l’orgoglio/e se sei così gentile/da prestarmene un po’/magari stasera ti chiamo/è stata una giornata del cazzo/e avrei proprio bisogno di sentirmi inutile”),nel gioco di contrasti tra la dolcezza della voce di Giorgie e l’amarezza spietata delle liriche presente nell’introduzione.
E anche quando il cantato si fa più aggressivo(“magari stasera ti chiamerò/per dirti quanto ti odio/e poi,e poi ti rinfaccerò tutto il male che mi hai fatto”)la melodia non perde un barlume della sua lucentezza;il gioco dolceamaro continua anche nella seconda strofa(“magari stasera ti chiamo per dirti che ho scritto una canzone di merda/ma se ti va la sentiamo”)e i ricordi si mescolano con un po’ di ironia(“ho deciso magari stasera ti chiamo/è il compleanno di Bjork/ma non ho niente da dire/attacco”)….decisamente geniale come costruzione,perchè la musica e le liriche si sposano perfettamente e la band è in grande spolvero nel creare un clima festoso(e velatamente malinconico allo stesso tempo) di sottofondo.
L’introspezione torna prepotentemente su “Lampadari”,dal mood avvolgente e magnificamente”alternativo”(e catchy),con parole che fanno male e scavano ferite profonde(“e le telefonate intercontinentali dallo stesso quartiere/con i miei accendini sul tuo letto/perchè continuasse a bruciare”):un brano bellissimo,probabilmente il più bello del disco,un vero crescendo di emozioni che fa venire i brividi.
La band suona splendidamente e la voce è sempre graffiante e perfetta,e anche il dolore diventa pura poesia(“dovrai volermi con tutte le smagliature del caso/e con il tempo che giocherà a rovinarmi(….)ti ho detto che dalle mie unghie lo smalto va via presto/e tu mi hai chiesto se questo fosse un problema”).
Il finale dell’EP è affidato alla scurissima e allo stesso tempo movimentata”Brividi lividi”,che non è mai banale nel raccontare le imperfezioni della vita a due,anzi ne racconta le luci e le ombre-o meglio le fragilità- con estrema poesia e un tocco di sensualità(“domani avremo tempo per ricominciare a guardarci storto e a volerci male/a tenere il fiato fino a soffocare/dimmi ce li hai ancora quei lividi?(..)dimmi se ti dà ancora i brividi/sentire quanto siamo umidi”);gli stop and go della musica spezzano la seconda parte del pezzo in maniera originale e così si chiude il disco tra malinconia aggredita e melodia rovente.
I Giorgieness sono un’autentica bomba rock esplosiva e una rivelazione: davvero una band compatta che nonostante la giovane età,sfodera una maturità e una sicurezza tale dei propri mezzi che fa venire la pelle d’oca.
All’ eccellenza strumentale,poi,si unisce il songwriting spietato e lucido di Giorgie e questo completa il quadro di una rock band di classe;qua c’è veramente della stoffa e della sincerità,oltre ad un’attitudine fuoriclasse.
I Giorgieness non hanno paura di sporcarsi le mani e di osare con le loro storie di vita vissuta,e non abbassano di certo i volumi:non perdono un millimetro della loro energia,nemmeno quando il suono delle dinamiche si fa più rarefatto….anzi questo continuo alternarsi di atmosfere,dona a questo disco una vitalità unica e irripetibile,fatta di freschezza e contenuti veri,onesti.
Un disco che scuote e culla,per le vostre nottate all’insegna del furore R&R:non sottovalutate la potenza dei Giorginess…..ne finireste travolti,in ogni caso.
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