TWIGGY E’MORTA-credo che mi citeranno per danni(Hitbit rec.,2012)
A cura di Francesco Lenzi
Ci sono delle formazioni che sono l’ascolto giusto al momento giusto.
E’ quello che mi è capitato oggi con i “Twiggy è morta”,un gruppo decisamente interessante fin dall’evocativo nome. E di musica rock evocativa infatti si tratta,mai melliflua,ma anzi abrasiva ma con melodia,intelligente,creativa. Ne avevo proprio bisogno di un gruppo così!
Dopo anni di cloni e di vacue stronzate provenienti dai talent show,finalmente assisto ad una reale boccata d’aria:neanche a dirlo,i Twiggy è morta stanno dalla parte giusta,ovvero dalla parte dell’Arte con la A maiuscola.
Incazzati al punto giusto,ma con gusto. Melodici,ma senza banalità retoriche. Personalità forte e grinta,senza fare il verso a nessun’altro;decisamente originali,con un songwriting di tutto rispetto,che provoca emozioni vere!
Il concept stesso che si cela dietro al nome del gruppo è affascinante,e non è stato scelto a caso,così,per mera provocazione:sta a significare la morte dell’arte,e la mercificazione della stessa,cosa che oggi accade sempre più spesso,come dicevamo all’inizio.
La stessa band nel sito ufficiale è laconica,ma efficace nei suoi intenti:non è musica,ma arte.
E con una frase programmatica così,non si può restare indifferenti.
Unita poi alla forza REALE della musica e dello stesso nome,il quadro è completo.
I Twiggy è morta sono un quartetto senza peli sulla lingua(ricordiamo la line-up:Paolo Annesi-voce/chitarre/testi;Andrea La Scala-chitarra solista;Valerio Cascone-basso e Simone Macram-batteria),e le cose non le mandano certo a dire(questo è riscontrabile sia sul sito,che sulle loro canzoni stesse!);questo Ep è il loro secondo lavoro(del primo,omonimo EP,parleremo più tardi),ed è un succoso antipasto di un full-length che verrà completato con il nuovo anno(alcune canzoni di questo EP,e del precedente,verranno rielaborate,oltre ad altre nuove,di cui parleremo in cima all’articolo,in un flusso di creatività inarrestabile).
Ma veniamo al sodo(o meglio al “disco”),perchè dei Twiggy vogliamo parlarne in maniera molto approfondita,per più d’un buon motivo.
L’Ep si apre con una micidiale ballad acida che suona impetuosa,”I parossisimi del cuore”,con delle chitarre in gran spolvero e una sezione ritmica possente.
La personalità graffiante risulta evidente fin dal primo pezzo,con un testo dalle trame cinematografiche(“sulle pareti campeggiano esposte/collezioni di farfalle/ma più le infilzo e più tornan su….(….) scommettiamo che ti mangio per cena?”).Ottimo anche il cantato,melodico e aggressivo allo stesso tempo.
Fin da questo rockblues scelto come primo singolo,dicevamo,si ha la nitida sensazione della forte personalità della band;difatti anche la seguente “crepapelle”è un altro brano cesellato di fino,con tutto al posto giusto,dal retrogusto darkeggiante,ma in un’ottica molto più aggressiva,quasi post-grunge,ma in una maniera nuova,non riconducibile a nessun’altro gruppo o artista.
Il brano vive di varie anime,con degli intrecci chitarristici niente male,e un testo che ha una sua forza poetica(“Considerami già morto e sepolto/il cerchio è chiuso/gli estremi si toccano”) e un ritornello decisamente accattivante (“noi scivoleremo giù/a frantumare i ricordi/Come fossero ancora due amanti”).
“Legno”è un brano sferzante,in cui dei solari intrecci chitarristici si sposano ad un testo corrosivo(“Fanculo il mio sogno/tanto tu lo sai/nessuno sa che vuole/e non lo saprà mai(…)Io sono legno”),adornato da una bellissima melodia e da uno struggente solo di chitarra che fa capolino qua e là. Non manca una certa ironia,velenosa al punto giusto(“mi attraggono i risvolti delle maniche/le luci rosse,le battone come te”),ed è pura attitudine rock&roll che gioca a nervi scoperti con una sfera emozionale molto forte.
Decisamente bravi anche musicalmente( e con un cantante dalla bella voce,perfettamente intonato e con una sicura personalità),con una buona dose di tecnica ma mai fine a sé stessa,una cosa che oggi non sempre riscontriamo nelle band della scena indipendente(Ma guai a definire”Indie”i Twiggies…penso che vi salterebbero alla gola armati,non per l’attitudine-che lo è,essendo indipendenti-,ma perchè oggi a questa abusata parola vengono date connotazioni totalmente diverse e che non significano nulla!Ricordiamolo:indie è un’attitudine,più spesso una necessità,ma non un “genere”!Il rock è rock!)….anzi,una dote sempre più rara!
Ma torniamo al finale del disco….”A bocca aperta”chiude l’Ep,con le sue visioni crude,ma non prive di una certa poesia(“Vomitano puttane bellissime come dame/più che sete/è solamente fame”),sempre in bilico tra luci ed ombre,in un vortice di sensazioni forti.
Come succede ai dischi riusciti,una volta finito,si è tentati di ricominciare dall’inizio nell’ascolto;a questo punto,la nostra recensione potrebbe finire qui,però mi va di spendere ancora due parole anche sugli altri lavori che ho sentito dei Twiggy è morta.
Innanzitutto c’è “Combustione spontanea di un albero di natale”,che è l’antipasto del nuovo album in lavorazione:qui l’atmosfera si fa più rilassata(ma solo in apparenza),in un jingle jangle di chitarre quasi vagamente psichedelico,solare,ma con delle pennellate umbratili che affiorano qua e là;un brano molto curato,che fa ben sperare per l’album.
Ma anche gli altri brani inediti che ho avuto modo di sentire,non sono da meno,e denotano una maturità non indifferente(li potete ascoltare in un bootleg”autorizzato” che circola anche come video su youtube,registrato il 19 luglio dell’anno scorso a roma,durante una festa dell’unità).
“L’abilità di lasciarsi sfuggire”,ad esempio,è un pezzo dalle inedite sfumature teatrali(quasi”progressive”in alcuni passaggi chitarristici)fuse insieme ad un’alternative rock rabbioso e mai domo,con il testo che indaga su ferite personali(“quando le chiacchiere sono finite/la stupida idea di baciarsi/perchè è necessario non salutarsi/come un vigliacco che taglia la corda/e il sarcasmo di stare vicini/scroccare l’amore in un letto d’estate”);così come “i mali che vengono per nuocere”è un manifesto sonoro teso e nervoso innestato su delle liriche sempre in bilico tra crudezza e riflessioni poetiche.
“Voglio dare un urlo”,invece,è un brano essenzialmente strumentale(eccetto una breve frase nella seconda parte),dove le sonorità psichedeliche si fanno più evidenti che mai,;anche questa fa capire come l’album sarà un tripudio di sound differenti e ben amalgamati(e che non vediamo l’ora di ascoltare).
Vale la pena di citare anche il primo,omonimo ep della band,di cui parlavamo all’inizio:4 tracce che per essere un esordio già denotavano bene la personalità del gruppo(e non a caso nell’album in uscita,verranno riprese anche alcune di queste canzoni,che non se ne sono mai andate dalla scaletta live,anche se non sappiamo ancora quali verranno effettivamente scelte).
Il forte immaginario poetico era già presente in brani come “L’incubo”,con i suoi scenari metaforici e i suoi delicati arpeggi chitarristici su sfondo ritmico nervoso(con innesti di tastiere dal sapore vintage),che si trasformano in un rock tesissimo nella seconda parte;così come”Deus ex machina”gioca sul filo del rasoio della tensione emotiva(uno dei piatti forti delle esibizioni live).
Fanno il resto l’apparente dolcezza e l’atmosfera rarefatta de”Il pilota automatico”(bellissima),con le sue vette di pura poesia,anche quando le parole diventano cupe(“dall’alto il treno corre con la caldaia in fiamme(…)attaccato alla sua vita di carosello a festa/il pilota automatico dalla strada si sente che chiede di uscire,per favore/che la cintura è un cappio al collo per lui/e schiantarsi vuole”) e la versione acustica di “Raccogliere Mercurio da terra”,dalle atmosfere vagamente seventies(quelli più ombrosi),che dal vivo diventa un rock elettrico scurissimo,sempre con la poetica di Paolo Annesi in evidenza(“Per quando verrai/ho scelto un letto un po’ stretto/così da saziarci di baci all’incastro e tepori al vapore”).
Se dovessi coniare un solo aggettivo per definire il rock dei Twiggy è morta,adotterei quello di:maturo.
Perchè qui di maturità ce n’è a iosa:sia per i testi del cantante,che per la musica,scritta da tutta la band;probabilmente i Twiggy sono la salvezza di un certo modo d’intendere il rock d’autore in italia,e spero vivamente che le masse si accorgano di loro. Nella loro musica c’è tutto e di tutto:passione,emozione,cuore,sudore,sentimento,rabbia,verità,onestà e coerenza. Tutte cose per cui centinaia di “indie” bands emergenti,ucciderebbero! E’stupefacente come il gruppo sappia far convivere all’interno della propria musica(e della propria poetica musicale)anime differenti(il lato più cantautorale,quello più rock,quello legato alla frantumazione degli schemi consolidati,e quindi di sperimentare,con parole,musica e suoni,senza scadere nell’autocompiacimento):il tutto senza mai assomigliare a niente di già sentito,come ho detto poche righe fa. Un compito non da poco,ma che i Twigy è morta riescono a svolgere alla perfezione,risultando dei veri professionisti.
Voglio concludere con una frase loro che riassume nella sua brevità,il senso della musica,anzi dell’arte dei Twiggy è morta:”è tempo di ridare all’arte la sua collocazione”.
E c’è da credergli,perchè i FATTI lo dimostrano ampiamente….non privatevi dell’ascolto di questa interessante band,perchè come direbbe qualcuno”sarebbe un delitto”….e Twiggy adesso deve vivere!!!! Fidatevi,non ve ne pentirete…una volta assaggiata la formula magica dei nostri,non potrete più farne a meno…..è assolutamente contagiosa! E meno male!
Qui potete ascoltare il nuovo singolo:http://www.youtube.com/watch?v=nem9pg7tsro,mentre il live bootleg lo si ascolta qui:http://www.youtube.com/playlist?list=PL41C00D3464AAC9F7
Qui invece potete ascoltare Il nuovo Ep recensito:http://www.youtube.com/playlist?list=PL8FC3DD8F54790767; e qui il sito ufficiale: http://twiggyisdead.it/
Un’ultima cosa. Se la band vi piace e volete sostenerla andate qua:  http://www.musicraiser.com/projects/573-le-parole-sono-un-muscolo-involontario
ci sono vari modi per farlo!!!ENJOY!!!!!
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