WON “Isolution”(Ample Play records)
Come quasi ogni settimana,mi appresto a recensire alcune novità dal sottosuolo underground.
Chi ci segue assiduamente lo sa….ricche novità,non solo in panorama rock,ma anche in altri generi.
Questa volta vi parlerò appunto di un disco anomalo per la nostra rubrica,e nuovo in tutti i sensi anche per me,in quanto si tratta di un genere che è apparso raramente sulle pagine del blog,ed è quindi una buona occasione per parlarne,data l’estrema novità del progetto.
Premetto che non sono un esperto di musica elettronica,conosco poche cose,ma questo non significa che un progetto significativo come questo debba essere ignorato,anzi,tutto il contrario! Ed è quindi con immensa curiosità che mi accingo a parlarvi di questo moderno manifesto sonoro targato “Won”.
Innanzitutto,una premessa:Won è il nuovo progetto di Marco Ricci(già leader de”La casa del mirto”)e questo “isolution”è un viaggio attraverso le sonorità e,quindi,le infinite “possibilità”della musica elettronica,come avrete già capito(ed esce per l’etichetta inglese dei Cornershop,la Ample Play).
Il cd si apre con l’evocatica”Helsinki”,un pezzo le cui ossessive ripetizioni ritmiche sono tutte da ballare, per gli amanti del genere:trattasi di techno”oscura”,ma non banale,in cui si nota fin da subito,la volontà di superare gli stereotipi del genere e abbatterli,creando qualcosa di nuovo e originale,seppur non di facile assimilazione(o meglio”per molti ma non per tutti”).
Anche la title-track,che segue subito dopo,conferma la caratteristica del precedente:un ritmo perfetto per il dancefloor,in cui però fa capolino un po’ si sperimentazione. Potremmo allora chiamarla”Intelligent Dance music “? Probabilmente è esatto,si potrebbe definire”anche”così,ma racchiudere tutto nel termine”dance”è riduttivo,perchè la componente sperimentale è sempre molto presente,ed evita i clichè,con i suoi scenari post-industriali e inquietanti,riletti sotto un’ottica differente,moderna.
(Il comunicato stampa cita una frase”Il funerale dell’elettronica contemporanea”,una definizione davvero calzante ed interessante,che spiega molte cose del lavoro).
E le influenze industriali fanno capolino più marcatamente in “Idyll I”,senza che i beat elettronici accennino a diminuire(anzi,sempre molto presenti,il ritmo è sempre al centro dell’universo “Won”):una perfetta colonna sonora per un moderno film di fantascienza(a cui seguirà poi una seconda parte,come vedremo).
La conferma della voglia di sperimentare e coniugare forme diverse di elettronica,la si avverte palesemente in “2,3,5,7,11”,un pezzo ambient malato dalle tinte color pece,che è un’autentica sorpresa,seppur dalle atmosfere cupe e misteriose.
“Idyll 2”è,manco a dirlo,il continuo della prima parte di “idyll”di cui parlavamo poco fa,e l’immaginaria soundtrack qui si fa più minacciosa (con dei synth esemplari in questo senso,che disegnano scenari taglienti e allo stesso tempo inquietanti),anche se ritorna l’incessante pad ritmico.
“Face symmetry”sembra per un momento spostare le coordinate su una direzione apparentemente più dilatata e perfino ballabile:ma se la prima parte sembra strizzare l’occhio agli estimatori della pista da ballo,la seconda si fa più “straniante”con inserimento di elementi noise(anzi,glitch,per dirla alla maniera “electro”)e improvvisi squarci reverse,senza intaccare minimamente le sue qualità”riempipistA”(per così dire),complici anche i samples di percussioni.
Il finale è affidato a “Kiln”,ed ancora una volta la sperimentazione torna ad essere preponderante:sciabolate di synth assassini su ritmi distorti e perfettamente cadenzati,con improvvisi squarci percussivi alienati e alienanti,prima di tornare all’ossatura del brano.
Ma ancora una volta,quando ritornano le ossessioni tipiche del pezzo, i synth ricominciano a fendere l’aria con intento assassino e a catapultarci in un’infinita oscurità siderale.
Nonostante io non sia un fan sfegatato del genere proposto,penso che Won sia un progetto molto valido,proprio perchè riesce a superare-come stavo spiegando poco fa-le barriere di un genere,l’elettronica,che troppo spesso risulta”piatto”e”ripetitivo”(soprattutto ai giorni nostri).
Ed”Isolution” riesce anche ad essere”scorrevole”,anche se la sperimentazione proposta non è -apparentemente-di facile ascolto:io,personalmente,sono rimasto molto colpito dalle idee e dalla voglia di tentare nuove strade di questo lavoro,e mi ci sono accostato con curiosità e interesse.
Consiglio quindi”Isolution”in primis agli amanti delle sonorità electro,ma anche agli amanti della sperimentazione sonora più radicale:qui sicuramente troveranno pane per i propri denti.
Ovviamente,il disco è perfetto anche per  chi ama sonorità moderne,”futuristiche”oserei dire,ma non disdegna di”muovere il culo”……

E,comunque,consiglio l’ascolto anche a chi di solito non ascolta questo particolare tipo di musica,perchè troverà sicuramente degli spunti interessanti e degni di nota:soprattutto,reputo che sia assolutamente valido e DA COMPIERE un rigoroso ascolto in cuffia,con attenzione e senza pregiudizi:potreste rimanerne stupiti e in qualche modo,persino ammaliati,chissà!
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